Il dolore
Tre artisti all’Abbazia S. Caprasio
Opere ambientate tra le pietre medievali e i marmi antichi
AULLA. Tre artisti contemporanei espongono nelle sale del museo dell'abbazia di San Caprasio fino al prossimo 9 gennaio e vengono presentati con un bel depliant del critico Valerio P. Cremolini.
La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18 e l’ingresso è libero e gratuito. Alfredo Coquio, Fabrizio Mismas e Renzo Ricciardi, con le loro opere ambientate tra le pietre medievali ed i marmi antichi del museo dell’abbazia, si confrontano con ignoti scultori dei secoli scorsi e l’effetto scenografico è sorprendente. Il grande capitello di ceramica di Mismas, prima sua opera giovanile esposta accanto alla grande colonna del XIII° secolo, racconta, con grande espressività, la passione di Gesù, come avveniva nei capitelli delle cattedrali medievali, mentre le opere della maturità esposte hanno l’eleganza delle forme e riempiono di stupore per l’accurata ricerca del dettaglio. Accanto alle pietre scolpite dallo scultore padano Oberto Ferlendi nei primi decenni del 1200, sono i cardinali e le figure femminili di Renzo Ricciardi ad intessere con la simbologia medievale dei capitelli un colloquio emozionante, reso possibile dalla straordinaria sensibilità di Riccardi, che raccoglie nel fiume pietre nelle quali intravede e tira fuori un’anima, quelle stesse pietre della nostra terra che han visto all’opera gli ignoti delle statue stele. I marmi barocchi, i fregi altomedievali e romani si confrontano con le interpretazioni di figure astratte e pure riconoscibilissime di Coquio, frutto di un lavoro intenso e faticoso sulla materia scavata, levigata, quasi accarezzata dallo scultore.(G. U.)
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