Il dolore
Mangia Trekking torna alla baita Tifoni
A quota 1.350 metri di altezza, si trova a Borre del Sale nella catena del monte Orsaro
LUNIGIANA. Nebbia e pioggia, eppure l’associazione dell’alpinismo lento, prosegue il suo percorso storico culturale, nei luoghi della montagna, ove un tempo in estate erano soliti salire al pascolo con le greggi i pastori lunigianesi. Percorrendo sentieri, che avviandosi dai piccoli paesi nelle colline della Lunigiana, salgono sulle montagne dell’Appennino Tosco Emiliano. L’associazione Mangia Trekking torna spesso in quei luoghi legati alle tradizioni povere dei territori, ove sono ubicate le antiche dimore estive dei pastori; desidera farle conoscere e promuoverle in quanto le considera un valore aggiunto per le comunità della montagna. Sono veri e propri rifugi in pietra, costruiti nel tempo dai pastori e che oggi come sentinelle del territorio, rappresentano i suoi monumenti.
Così alcuni amici dell’associazione Mangia Trekking, seguendo un programma dedicato alla loro conoscenza, qualche giorno fa, partendo dai prati di Logarghena sono saliti alla località Borre del Sale nella catena del monte Orsaro, lungo un’antica via di collegamento tra la Toscana e l’Emilia, dove si trova la baita, oggi “Giulio Tifoni”, una volta “Capanna della Rossa”. La località prese il nome “borre del sale” in virtù delle attività che si svolgevano nel luogo, la pastorizia, la caccia e il transito del sale che dirigeva verso l’Emilia.
La baita in territorio di beni demaniali era un antico sito a quota 1350 metri di altitudine, venne interamente ripristinata con finanziamenti degli amici e dei familiari di Giulio Tifoni, deceduto nel 1987, il quale fu importante maestro elementare e stimato dirigente politico del partito comunista di Pontremoli.
I lavori di ricostruzione della baita avvennero intorno agli anni 1990, ad opera di artigiani specializzati nel recupero edilizio di vecchi edifici, utilizzando materiali reperiti sul posto ed avvalendosi del volo dell’elicottero per il trasporto delle piagne necessarie per il tetto, il cemento ecc.ecc.
La fine dei lavori fu festeggiata nel 1993, e la baita venne dedicata proprio a Giulio Tifoni che insieme a Bruno Necchi e Mario Benelli ideò il premio nazionale “Pierini Pescatori”.
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