Sicurezza
Hotel, negozi e uffici riparte il Mediterraneo
La Porto spa rinuncia all’idea di realizzare Rta e appartamenti
CARRARA. Niente appartamenti, niente “panni stesi” accanto alle camere dell’hotel: il Mediterraneo nel cuore di Marina di Carrara riparte come albergo e con due piani di negozi e uffici. Si costruirà meno e ci saranno tempi certi (naturalmente una volta approvato il progetto) per cui la Porto spa è pronta a impegnarsi con un vincolo scritto.
Per una delle grandi incompiute di Marina di Carrara con il nuovo anno arriva la svolta. Anche se, in realtà, la proposta di variante che dovrebbe sbloccare il cantiere fermo ormai da oltre quattro anni, è stata protocollata il 28 dicembre scorso. Cosa è successo di nuovo? E, soprattutto, come mai è esplosa la pace fra Porto spa e amministrazione?
La svolta: stop alle Rta, 2 piani in meno accanto all’hotel. Cominciamo dalla novità: la Porto spa dopo un lungo braccio di ferro con il Comune, ha rinunciato definitivamente a realizzare i 28 appartamenti che avrebbero dovuto prendere il posto delle Rta (residenze turistico alberghiere) previste e sottoscritte nel primo progetto, proprio a fianco del corpo del nuovo albergo. È stato l’ingegner Giuseppe Fruzzetti, direttore dei lavori della Porto per il Mediterraneo, a depositare in comune la richiesta di variante di destinazione, da turistico (Rta) a commerciale e direzionale. In sostanza la Porto spa ha rinunciato alle residenze Rta, proprio quelle che, in un primo tempo, avrebbe voluto addirittura trasformare in appartamentini vista mare.
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E dire che in passato i tentativi si erano susseguiti a distanza di anni. Nel 2008 il progetto originale e la convenzione stipulata con l’amministrazione prevedeva quattro aree da riqualificare: le due pinete in via Garibaldi e i due giardini storici che affacciano su viale XX Settembre. Si parlava di un albergo con 59 camere, 28 Rta e otto negozi. Oltre agli oneri di urbanizzazione la Porto spa doveva impegnarsi a sborsare 580mila euro per il verde e 80mila per rimettere a posto la sede della Polizia municipale (questo è l’unico impegno, per il momento, portato a termine). Subito dopo erano pervenute richieste, informali, al Comune in cui veniva lamentata l’insostenibilità delle Rta e suggerita la trasformazione di quelle volumetrie in residenze. Ossia in appartamenti.
L’amministrazione si è subito opposta a questa deriva del progetto originale. Ma ecco che nell’ottobre del 2013 la Porto spa riparte con la richiesta, questa volta ufficiale, di sostituire la parte del progetto destinata alla Rta con appartamenti e qualche ufficio. Di nuovo il “no” del sindaco che ha più volte ribadito di non voler vedere “panni stesi” in quell’angolo di Marina di Carrara. Si arriva al 28 dicembre scorso con una proposta della Porto in cui rimane inalterato l’hotel con 59 camere, sviluppato su quattro piani. Nel secondo blocco è prevista la realizzazione di un piano terra di 645metri quadrati destinato a negozi e un primo piano di mille metri per negozi e uffici. La società presieduta dall’armatore Enrico Bogazzi rinuncia tre piani di volumetria da fare ex novo, a circa 1600 metri quadrati. Non solo, la Porto è pronta a sottoscrivere un atto di vincolo per i tempi in cui saranno realizzate le opere.
Il contenzioso in tribunale. Perché la Porto spa ha rinunciato a un progetto, quello degli appartamenti, per cui ha tenuto otto anni bloccato il cantiere dell’hotel? Il sindaco, interpellato su questo punto, si limita a dichiarare: «Chiedetelo a loro».
Ma non va dimenticato che il segnale di pace arriva alla vigilia dell’udienza in tribunale (l’8 gennaio) in cui il giudice dovrà decidere sulla richiesta di escussione di 800mila euro per le opere di urbanizzazione avanzata dal Comune nei confronti della Porto spa.
Non solo, a latere c’è anche da sciogliere un altro nodo, quello della casa del portuale che il catasto ha valutato 1 milione e settecentomila euro e che potrebbe finire in carico alla Porto stessa. Insomma, in questo momento la strada della distensione potrebbe davvero sembrare la più praticabile. Adesso comunque non resta che attendere l’iter della proposta che passerà prima in commissione e poi dal consiglio comunale.
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