Il Tirreno

Una petizione anti miniere nel Sagro

Melania Carnevali
Una petizione anti miniere nel Sagro

Avaaz.org, il maggior sito di raccolta firme online lancia un'altra mobilitazione per le Apuane

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CARRARA. «Chiudete le cave del monte Sagro». L’era delle petizioni per le Alpi Apuane non è finita. Dopo il tam-tam di firme dello scorso anno nato in occasione della battaglia sul piano paesaggistico regionale (che in una sua bozza iniziale prevedeva la graduale chiusura delle miniere nel parco regionale delle Alpi Apuane), la miccia torna a accendersi ora, in seguito alla “minaccia” del ritorno dei camion dal centro storico di Carrara. Un incubo che sembrava superato con la realizzazione della costosissima Strada dei marmi, ma che invece ritorna adesso, inquietante quanto prima. Tutto per un problema di smaltimento di detriti delle cave situate proprio sul monte Sagro.

E allora ecco che gli ambientalisti prendono la palla al balzo e lanciano una petizione su Avaaz.org, il maggior sito di raccolta firme online, che nel 2014 aveva addirittura tradotto in tedesco l’appello della chiusura delle cave nel parco regionale. Adesso la richiesta è ancora più circoscritta: «basta cave di marmo nella montagna sacra degli Apuani, il Monte Sagro, nell’area del Parco delle Apuane».

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A lanciarla è il coordinamento apuano, di cui fanno parte: Amici Alpi Apuane, Associazione per la tutela ambientale della Versilia, Cai, Fai, Italia Nostra, Legambiente, ReTe dei comitati per la difesa del territorio, Salviamo le Alpi Apuane, Salviamo le Apuane, Wwf. «Vi lavorano pochissimi operai che si possono occupare in altre attività dell’area - si legge nella petizione - Chiediamo che vengano chiuse le cave del monte Sagro riconvertendo l’attività con economie durevoli come il turismo, la ristorazione, l’agricoltura e la pastorizia, creando un reale sviluppo economico sostenibile della montagna. Il trasporto del marmo porterebbe un numero insostenibile di camion negli abitati limitrofi di Fosdinovo e della stessa Carrara che da tempo protestano, perché ciò aumenta l’inquinamento di smog e polveri».

Il problema ormai è arcinoto. Le cave situate sul monte Sagro non hanno strade percorribili dai camion per smaltire i detriti (e allo stesso tempo non possono lasciarli, per motivi di sicurezza, in cava). Da una parte, lato comune di Fosdinovo, ci sono divieti di transito ai mezzi pesanti sulle due strade provinciali; dall’altra, lato Carrara, un’ordinanza del sindaco vieta il trasporto del materiale detritico, consentendo solo il trasporto dei blocchi di marmo. Il Comune di Carrara ha accettato di far transitare una dozzina di tir al giorno. Ma, questo è il punto, la città non li vuole.

 

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