Il dolore
M5s e Fi con il sindaco contro Gaia e Regione «L’acqua è di tutti»
ZERI. «E sì che l’acqua come bene pubblico mi pareva una cosa di sinistra. Invece la Regione di Rossi sta cercando a suon di diffide di costringere il piccolo Comune di Zeri a entrare in Gaia contro...
ZERI. «E sì che l’acqua come bene pubblico mi pareva una cosa di sinistra. Invece la Regione di Rossi sta cercando a suon di diffide di costringere il piccolo Comune di Zeri a entrare in Gaia contro la sua volontà e contro gli interessi dei cittadini che invece il sindaco sta tentando di tutelare. Per questo rivolgo la mia solidarietà politica al primo cittadino del comune lunigianese per la sua “resistenza”. Ma si sa: per questa sinistra toscana valgono più le ragioni dei carrozzoni e della speculazione economica rispetto alla difesa dei diritti naturali». A parlare è il capogruppodi Forza Italia in consiglio regionale Stefano Mugnai (coordinatore regionale degli azzurri in Toscana), che interviene sul caso di Zeri, comune della Lunigiana che conta 1090 anime, un pelo (90) sopra al limite che gli consentirebbe di tenere in house gli impianti del servizio idrico. La Regione lo ha diffidato intimandogli di entrare, nell’arco di un mese, nel sistema di servizio idrico di Gaia. In caso contrario Firenze manderà un commissario ad acta per occuparsene. Il sindaco, Egidio Predini, però, si è ribellato dichiarando che mai e poi mai cederà un bene comune ai privati. E subito sono arrivati a pioggia i messaggi di solidarietà.
«Con degli atti amministrativi e con leggi regionali si lede il principio costituzionale - continua Mugnai - avendo i padri costituenti nella Costituzione repubblicana consacrato il principio di una Repubblica basata sulle autonomie locali. Se si tolgono le entrate dei rifiuti e quelle delle acque i Comuni non esistono più».
Interviene anche il Movimento 5 Stelle. «L’appello del sindaco di Zeri, per impedire che il suo Comune confluisca in Gaia l’abbiamo raccolto già diversi mesi fa», commenta il consigliere regionale Giacomo Giannarelli che aggiunge: «Abbiamo fatto tutto il possibile, ora la battaglia sarà a suon di carte bollate tra Comune e Regione e tra i cittadini - e quindi anche noi - per chiedere il rispetto dell’esito del referendum. Oltre alla facile demagogia di alcune forze politiche abbiamo fatto parlare le nostre azioni in regione». Ma non solo. La legge che imporrebbe a Zeri di entrare nell’ambito territoriale ottimale Toscana Nord, il cui ente gestore è, appunto, Gaia, ha un matrice nazionale, e in questo senso il M5S si è mosso anche a livello parlamentare firmando un disegno di legge, in discussione in commissione ambiente della Camera dei deputati, che rispecchia gli esiti referendari del 2011 e chiede una gestione dell’acqua suddivisa per bacini idrografici e in mano completamente pubblica. «Il Presidente Enrico Rossi - conclude Giannarelli - sta invece andando nella direzione opposta: una grande società per azioni, partecipata dal privato, che gestisca l’acqua di tutta la regione ma i risultati sono già sotto gli occhi di tutti: qualità dell’acqua peggiorata ovunque e le tariffe toscane più alte d’Italia».
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