Il Tirreno

«Il nostro porto ha bisogno di altro»

di Alessandra Vivoli
«Il nostro porto ha bisogno di altro»

Porto Spa: traffici nuovi rifiutati per problemi di dragaggio

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CARRARA. Nessun “no” della Porto di Carrara spa all’ingresso del gruppo Grendi nello scalo apuano. Ma una serie di precisazioni, quelle sì.

E anche un allarme, reale, lanciato alle istituzioni e alla politica che non riguarda il nuovo operatore ma un problema vecchio: «Abbiamo dovuto dire, per il momento, no, a un nuovo traffico da 250mila tonnellate di cellulosa l’anno nel porto di Marina di Carrara perchè le infrastrutture, leggi magazzini fatiscenti e dragaggio, non sono adeguate».

A fare il punto della situazione di quella che alcuni hanno letto come una rivoluzione nel porto di Marina di Carrara e la fine di un monopolio, quello della Porto spa di Enrico Bogazzi, è l’amministratore delegato della società stessa, Paolo Dello Iacono.

L’analisi di Dello Iacono comincia con un inciso: «Dalla Porto di Carrara non c’è stato alcun “no” all’ingresso di un altro operatore economico che svolgerò attività nello scalo di Marina in un regime di concorrenza, secondo le regole di mercato». E aggiunge: «Non è la Porto di Carrara a fare scelte e valutazioni sulle attività del nuovo operatore, questo è una esclusiva competenza della Autorità portuale e degli organismi politici locali e provinciali».

Insomma nessuna volontà di “dettare legge” o di porre sbarramenti alla concorrenze da parte dell’ad della Porto spa. Ma alcune precisazioni, queste sì e un piccolo “ripassino” sui rapporti fra la Porto e il territorio.

«La Porto di Carrara fino ad oggi da lavoro a 150 dipendenti diretti e almeno altrettanti ne garantisce nellpindotto - continua Dello Iacono - Dalla legge 84-94, che funge un po’ da spartiacque sono stati effettuati investimenti in beni strumentali per oltre 50 milioni di euro. E, in un momento di crisi di mercato, come quello che si sta attraversando dal 2008 ad oggi, abbiamo continuato ad investire: ad esempio nel 2013 sono stati acquistati gru portuali e mezzi di movimentazione per più di 4 milioni. Tutto questo nell’ottica di una ripresa dei mercati».

E ancora: «La Porto di Carrara non ha mai licenziato nessuno, nè quando era amministratore Filippo Nardi e neppur ora che lo sono io - prosegue - E, come se non bastasse paga i propri debiti, e 5 milioni di tasse l’anno».

«La Porto di Carrara non si pronuncia sull'opportunità di altre presenze in porto - sottolinea Dello Iacono - ma spera che venga salvaguardato dapprima l'impiego delle maestranze locali e delle professionalità che esprime il nostro territorio e garantito la regolarità dei traffici attuali, in particolare di quelli di General Electric, Nuovo Pignone, che hanno rappresentato e rappresentano il fiore all'occhiello della nostra città in Italia e in tutto il mondo». Infine per quel che riguarda il possibile incremento del traffico pesante, indicato come uno dei deterrenti all’ingresso del nuovo operatore, l’amministratore delegato della Porto spa non si sbilancia ma ammette: «Sì, il passaggio dei camion aumenterà - dice - si prevede un traffico ro-ro e quindi tutti i trailer dei vari camion che saranno imbarcati per la Sardegna. Inoltre aumenterà anche il numero dei contenitori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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