Sicurezza
Lunigiana economia
LUNIGIANA. «I castagneti sono tornati a dare una produzione copiosa , dopo gli ultimi anni in cui si era praticamente dimezzata la raccolta delle castagne e la produzione della farina stessa. Si...
LUNIGIANA. «I castagneti sono tornati a dare una produzione copiosa , dopo gli ultimi anni in cui si era praticamente dimezzata la raccolta delle castagne e la produzione della farina stessa. Si tratta forse del risultato dei lanci dell'antagonista del cinipide del castagno, numerosi in tutto l areale lunigianese, e verosimilmente per la fisiologica reazione e autoprotezione della pianta stessa, unitamente a un 'estate propizia e calda». Il quadro è di Barbara Maffei, titolare azienda agricola Borgo antico di Apella, a Licciana Nardi e rappresentante del comitato di valorizzazione della Dop. Insiste e spiega: «Per quanto ci riguarda parliamo praticamente di quasi un 50% in più e anche la qualità delle castagne è migliorata sensibilmente. Una ventata di ottimismo per molti castanicoltori che come noi hanno deciso di investire nel castagneto, nella sua manutenzione e valorizzazione, consapevoli del valore, non solo economico, ma principalmente ambientale, paesaggistico, culturale e turistico per la Lunigiana intera di questo albero, che per secoli è stato l'albero del pane che ha sfamato le popolazioni dell'Appennino».
Dal punto di vista turistico l' interesse per il castagneto è cresciuto negli anni, e anche mancando quest'anno un prodotto tipico del sottobosco come il porcino, la ricchezza delle castagne e la voglia di fare passeggiate autunnali per il bel tempo ha spinto molti turisti a conoscere la Lunigiana nel periodo autunnale. Complici anche i molti progetti turistici e didattici in sinergia con il Parco nazionale, Legambiente Lunigiana, Farfalle in Cammino, centrati sul castagneto, volti a promuovere l’Autunno quale stagione ricca di spunti, paesaggi, colori e suggestioni per conoscere e “assaporare” l’Appennino. Ma anche le numerose feste popolari sulla Castagna come quella di Licciana Nardi, una delle più belle e seguite, grazie alla storica gestione dell'associazione “La castagna racconta” e dell'amministrazione di Enzo Manenti.
Ma oggi soprattutto grazie alla certificazione della farina di castagne della Lungiana Dop, la castagna e la farina lunigianese hanno uno strumento in più per creare economia e rinnovato interesse verso questo tipo di attività e prodotto. E' importante veicolare il nome Lunigiana anche attraverso una tipicità di altissima qualità, il cui punto di forza principale è proprio la castagna raccolta e lavorata esclusivamente nell areale lunigianese. Questa garanzia, tracciata dal produttore e certificata dalla Camera di Commercio di Massa Carrara, in ogni fase della filiera, è quel valore aggiunto per il consumatore che può godere non solo di una farina dalla straordinaria dolcezza e inteso profumo di castagneto, ma anche della intrinseca genuinità, che oggi non è cosa scontata. In Italia circolano purtroppo castagne che attraverso le importazioni dalla Turchia possono arrivare addirittura dalla Cina, dove i tassi di inquinamento sono altissimi così come i trattamenti chimici effettuati sul castagno. Inoltre non si tratta di varietà adatte alla farina, diversamente da quelle che sono state selezionate in Lunigiana nel corso dei secoli, come la varietà Carpinese, oggi da salvaguardiate e valorizzare ulteriormente, che nella farina DOP rappresenta quella in percentuale più presente. «In altre regioni come la Campania e il Lazio purtroppo sono concessi trattamenti fitosanitari per combattere le malattie del castagneto, che fortunatamente nel nostro territorio non sono mai stati effettuati - spiega Maffei - La modalità di essiccazione, di cernita e di macinazione secondo un disciplinare molto rigido e attento alla tradizione, sono gli altri passaggi che fanno la differenza e che portano ad un prodotto che nei mercati in cui è entrato ha subito conquistato nuovi palati e ora già si parla di affezionati clienti che in tutta Italia richiedono la farina della Lunigiana.Da ringraziare da parte del comitato e della nostra azienda il Molino Rossi di Fivizzano che lo scorso anno, nonostante solo la mia azienda avesse certificato il prodotto, ha mantenuto la certificazione alla molitura consentendo quindi di avere anche per l anno 2014 la farina dop, senza rischiare depennamenti da parte del Ministero. In questo contesto è importate come Comitato, continuare a fare promozione , spingere i ristoratori locali a impiegare come materia prima sempre di più la farina di castagne , anche per le sue proprietà gluten free, rinnovando ricette tradizionali e creando nuovi impieghi. ma soprattutto cercare di allargare la rete dei castanicoltori, che certificano i propri castagneti, di essiccatori, di molitori e confezionatori per poter così avere quella massa critica per conquistare fuori dalla Lungiana fette di mercato sempre più grandi, di consumatori consapevoli e in grado di apprezzare la qualità e genuinità del prodotto, disposti per questo a pagarla anche qualcosa in più di quella convenzionale». La volontà del comitato dunque è quella di portare all’ ingresso di nuove aziende , in particolare sono molti i giovani che si sono insediati in questi anni .
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