Sicurezza
La città che si trasforma È Massa vista da Volpi
Il sindaco tira le somme di un anno di lavoro tra cantiere, mercato e Ztl: «La squadra ha lavorato davvero bene, nessuno può dire che siamo fermi»
MASSA. Lo sa che Massa discute e litiga, ma sa anche che quelle sono discussioni e litigate «di chi i temi li affronta con grande tenacia, di chi la sua città la vuole migliorare davvero. E se si tratta di dare un contributo, non si tira indietro».
E in questo 2015 - il sindaco Alessandro Volpi ne è certo - la città è cambiata davvero. E per realizzarlo quel cambiamento la squadra di Governo - spiega il primo cittadino nella conferenza di fine anno - si è rimboccata le maniche: ha progettato e realizzato la trasformazione e ha continuato a tenere acceso il motore della macchina amministrativa. Lavoro ordinario e lavoro straordinario.
La città vista con gli occhi della giunta ha un volto nuovo: «È modificata la struttura con le opere pubbliche e il riassetto della viabilità, sono cambiate le norme con l’istituzione della Ztl e del piano sosta. È cambiato il ruolo». Perché di fronte ai tagli e agli effetti della riforma Delrio, Palazzo civico eredita anche quello che fino ad oggi era nelle mani della Provincia.
Per disegnare il nuovo volto, quindi, l’amministrazione è partita - il sindaco fa il punto - dai lavori pubblici. E se è vero che tante di quelle opere erano già delineate dalla precedente amministrazione, è altrettanto vero che «dare le gambe ai progetti e aprire i cantieri non è cosa da poco». Ecco quindi che nella lista dei risultati portati a casa, Volpi mette l’apertura del sudatissimo sottopasso al Casellotto, seguita dal ponte sul Frigido e da quelli sul torrente Ricortola, adattati alle piene duecentennali. E ancora: allargamento dell’alveo del Cocombola, lavori alla frana di Pariana e sul versante del Candia. E dall’elenco delle cose da fare Volpi spunta le quattro nuove rotonde, la piazza del mercato con il parcheggio sottostante, il via al project financing al cimitero di Mirteto, la riconsegna alla città di Plazzo Nizza. Cose fatte, cose in corso d’opera: «Ci sono i soldi per il nuovo palazzetto e ci sono quelli per mettere a punto gli interventi nei cimiteri frazionali, Forno in primis».
Lavori pubblici, quindi, ma non solo perché - e Volpi lo ribadisce - la trasformazione passa anche attraverso nuove regole e nuovi modi di vivere la città. Tradotto: zona a traffico limitato, piano sosta con fasce, parcheggi a pagamento e mercato in centro città. Risultati su cui la città ha dibattuto - e dibatte - e non sempre con toni pacati: «È naturale che la discussione ci sia e sia accesa su temi così rilevanti, si tratta di svolte importanti. Lo stesso mercato, dopo una iniziale fase di rodaggio, funziona adesso a pieno regime».
I lavori, i cantieri, un centro città ridefinito e un Comune con competenze “amplificate” di fronte ad una Provincia che, da ente di secondo livello, perde ambiti di azione e competenze: «Il Comune rimane l’unico grande interlocutore istituzionale del territorio, un presidio con nuove funzioni. Basti pensare - l’esempio sintetizza - al ruolo dell’amministrazione in tema di vertenze sul lavoro». Come a dire: siamo noi il referente, la sfida è grossa, ma la affrontiamo a testa alta.
Insomma, il sindaco, forte di una nuova giunta, ricorderà il 2015 come l’anno della raccolta dopo il biennio della semina: «Dopo due anni di lavoro, abbiamo tirato le fila». Per una città dal volto nuovo. Un volto - ne è certa la giunta - davvero migliore.
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