Sicurezza
La Bandiera Blu e i cantieri a Partaccia La ricetta del rilancio
Liberato dai vincoli del Sir anche l’ultimo tratto del litorale Il Comune: ora grazie al depuratore la qualità dell’acqua c’è
MASSA. Le piazze nuove di zecca, la zona a traffico limitato, il piano sosta, una miriade di iniziative: il centro storico c’è. Fin troppo - aggiunge qualcuno.
Perché spesso i 4 chilometri che separano la città dal litorale si fanno davvero sentire. L’amministrazione garantisce, però, che l’attenzione alla zona litoranea c’è eccome. E non soltanto perché il Comune propone di “sdemanizzare” la fascia in cui gli stabilimenti balneari hanno creato bar e casette, evitando così che, in applicazione alla Bolkestein, finiscano all’asta. L’impegno dell’amministrazione - parola di Alessandro Volpi - si è concretizzato anche nella richiesta alla Fee (Foundation for environmental education) della bandiera blu.
Massa si è fatta avanti perché - spiega il primo cittadino - ritiene di avere i requisiti richiesti: «Non dimentichiamo che il 2015 - per il sindaco Volpi è tempo di bilanci - è stato anche l’anno della funzionalità del nuovo depuratore. Il Comune ha un tratto di costa più ampio di quello dei confinati e numerosi punti di prelievo per il controllo delle acque. Bene, quelle acque - prosegue Volpi - si sono rivelate eccellenti, fatta eccezione per il punto antistante il Magliano».
Qualità delle acque che è però soltanto uno dei requisiti indispensabili, insieme ai servizi e alla sensibilità ambientale.
Ma l’attenzione al litorale si concretizza anche «nell’impegno dell’amministrazione per ricondurre - nelle parole del sindaco - porzioni di territorio agli usi legittimi». Tradotto: per liberarle dai vincoli del Sin, poi Sir (sito di interesse nazionale). Insomma, se prima il ministero dell’ambiente non permetteva di muovere neppure un granello, se poi con il passaggio di competenze alla Regione, le procedure si sono fatte più snelle, adesso l’amministrazione svincola anche l’ultimo tratto rimasto “prigioniero”, quello tra Bondano e Lavello. Non è un risultato da poco perché svincolare significa liberare Partaccia e concederle una bella boccata d’ossigeno.
Anche da quelle parti, infatti, l’erosione si fa sentire, qualche barriera a difesa della costa c’è, ma risale agli anni ’70 e la sua capacità di azione è limitata. Le scogliere dovrebbero essere rimesse a nuovo, alzate, rafforzate, ma Sin e Sir hanno impedito di sollevare anche un solo granello.
Lo stesso mega progetto antoerosione prevedeva opere di difesa dal Versilia al Lavello, ma oltre il Frigido di cantieri non se ne sono mai aperti: il sito di interesse nazionale (istituito per necessità di difesa ambientale) l’ha impedito. E le ruspe sono arrivate soltanto a Ronchi, a Marina e a Poveromo. Adesso la deperimetrazione permette di aprire nuovi cantieri, di regalare qualche metro di spiaggia in più anche oltre il Frigido, a Partaccia.
E a giocarsi quella importante partita sarà proprio il Comune: la Provincia - è l’effetto riforma Delrio - non ha più le risorse e le energie per farsi carico di lavori di tale portata. La palla passa quindi nelle mani di Palazzo civico.
La sfida, dunque, è aperta e non soltanto sul piano dei lavori pubblici, ma anche su quello - più ampio - del rilancio della marina e del turismo. Una carta in più da giocare l’amministrazione ora ce l’ha: una delega al turismo nuova nuova assegnata alla neo assessora Elena Mosti.
(c.s.)
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