Il Tirreno

Massa, al via controlli a tappeto nelle cave

Melania Carnevali
Massa, al via controlli a tappeto nelle cave

La giunta dà mandato agli uffici tecnici di portare avanti verifiche sia ambientali sia fiscali nelle miniere massesi

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MASSA. Controlli a tappeto alle cave di Massa, dagli aspetti puramente ambientali a quelli fiscali, per verificare che i concessionari stiano rispettando le regole. Un sogno, per gli ecologisti, che sta per diventare realtà.  La giunta comunale ha infatti dato il via a una delibera per una ricognizione dei controlli nelle miniere delle Alpi Apuane, dai piani di coltivazione (se sono stati rispettati o meno) al controllo delle prescrizioni, passando per le verifiche fiscali (controllo delle pese). Quello, in sostanza, che una buona amministrazione dovrebbe fare a prescindere, senza delibere o atti speciali (la verifica dei piani di coltivazione dovrebbe ad esempio avvenire ogni due anni), ma che qui, sotto le Apuane, è accaduto raramente, se non per qualche sporadico e fugace controllo in caso di allarmi o segnalazioni.

Sta di fatto che adesso il vento sembra tirare da un’altra parte. Vuoi per un’inchiesta della magistratura su illeciti ambientali alle cave che sta buttando sottosopra Carrara e che potrebbe quindi arrivare anche a Massa; o vuoi per la miriade di esposti portati in Procura e alla Corte dei conti dalle associazioni ambientaliste le quali denunciano danni erariali, abusi di ufficio, reati ambientali, e che potrebbero trascinare lo stesso Comune di Massa nel vortice della giustizia. Sta di fatto che, ora, il vento, dicevamo, rispetto al passato, sembra tirare da un’altra parte. Quella del pubblico che torna a occuparsi dei beni comuni, strappandoli dall’autarchia dei privati.

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Certo a Massa, rispetto a Carrara, è più facile farlo. Oltre Foce la potente lobby del marmo non concede nulla, e la convivenza tra pubblico e privato va avanti da decenni a colpi di ricorsi e controricorsi. Ma anche “al di qua” la convivenza non è mai stata facile.

Ed ecco ora che il Comune di Massa ci prova. Controlli a tappeto, dunque, e a costo zero, dal momento che a occuparsene saranno l’attuale dirigente all’ambiente, Fabio Mercadante, e l’ex dirigente al settore, Maria Stella Fialdini, insieme all’ufficio cave, i quali porteranno avanti (appena il sindaco, Alessandro Volpi, darà ufficialmente mandato) una serie di verifiche, con l’ausilio, in alcuni casi, anche di esterni (come potrebbe essere con Arpat per la verifica delle prescrizioni). A partire proprio dai piani di coltivazione, ossia il progetto di escavazione, prima, sia chiaro, che la cava apra, come l’analisi dell’impatto ambientale, l’analisi biologica, il piano economico, il piano tecnico di escavazione, il piano degli investimenti. Tutti elementi con cui si stabilisce la compatibilità ambientale della cava e se quindi questa può aprire.

Il punto è che spesso tutte queste buone intenzioni si perdono dal momento che nessuno controlla. E allora finisce che i piani di coltivazione non vengono rispettati e nessuno lo sa. O meglio, qualcuno se lo immagina, ma nessuno viene punito. Adesso no. I controlli questa volta ci saranno e qualcuno - questa è la speranza - verrà punito.

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