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A casa dopo gli spari «I furti il movente»
Massa, Nino Fialdini ha detto anche al gip di non aver esploso i colpi che hanno ferito Azouz Essadik. L’artigiano è ai domiciliari
MASSA. È stato messo ai domiciliari Nino Fialdini, l’artigiano di 45 anni accusato di lesioni aggravate e porto abusivo d’armi. Per gli inquirenti è stato lui a premere il grilletto tre volte contro Azouz Essadik, il marocchino gambizzato sabato sera a Poveromo. La decisione è stata presa dal gip Ermanno de Mattia, che ha interrogato l’uomo ieri mattina nella casa circondariale di via Pellegrini per la convalida del fermo. Il giudice ha accolto la richiesta dello stesso pm Alessandra Conforti che ha optato per la custodia cautelare alternativa.
Fialdini ha ripetuto la sua versione anche davanti a De Mattia: non è stato lui a sparare contro Essadik, si trovava nel suo campo e basta. E non sa chi può aver premuto il grilletto. Ma quello che dice la vittima pesa come un macigno, perché lo ha indicato fin dal primo momento e lo ha anche riconoscito. E c’è un testimone, nordafricano pure lui, amico di Azouz, che ha detto senza esitazioni che è stato l’artigiano a esplodere quei colpi. Visto che le ferite erano superficiali, e visto che non c’erano gravi precedenti nei confronti di Fialdini, però lasciare l’uomo in carcere sarebbe stato troppo.
Il movente sembra essere proprio quello dei furti subiti nell’orto. Tanti, con annessi danneggiamenti. In via del Fescione i colpi si sono susseguiti inesorabili: strumenti da lavoro, capi di bestiame e ortaggi. I proprietari dei terreni hanno presentato diverse denunce chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine, anche perché in quella strada oltre a rubare c’era anche chi spacciava droga. Ma non è successo nulla. Un allevatore aveva denunciato la scomparsa di alcuni agnelli. E i derubati puntavano tutti il dito contro i nordafricani.
Certo che se è stato l’artigiano a sparare (il condizionale è d’obbligo perché per ora la sua versione è di essere estraneo ai fatti), il movente è davvero poca cosa. Soprattutto per un uomo che a parte un episodio davvero marginale non ha mai avuto nessun tipo di problema con la giustizia. Fialdini non ha porto d’armi e quindi non doveva essere armato. Se è stato lui, chi gli ha dato la pistola calibro 22? Ma c’è un’altra domanda che si fanno in procura: che ci faceva in via del Fescione alle 19? C’era buio, quindi difficilmente doveva sistemare il seminato. Da tempo i proprietari degli appezzamenti avevano cominciato a restare un po’ di più per scoraggiare gli intrusi.
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