Attenzione
«Tagli alla tredicesima» Bufera su Apuafarma
La Cgil accusa la società di non rispettare il contratto collettivo E sull’assunzione a termine: Doveva essere bandito un concorso
CARRARA. Tredicesime tagliate senza preavviso, indennità di vacanza non corrisposta e soprattutto un’assunzione fatta senza seguire le norme: la segreteria provinciale di Funzione Pubblica Cgil torna a puntare il dito contro Apuafarma, accusando l’azienda di «violare la legalità».
Raffica di telefonate questa mattina al numero della Funzione Pubblica della Cgil: diversi dipendenti di Apuafarma si sono rivolti al sindacato per segnalare un ammanco nelle tredicesime. «Lavoratrici e lavoratori hanno avuto l’amara sorpresa, mai successa, di trovare in busta paga importi di tredicesime non corrispondenti, come da contratto collettivo nazionale di lavoro, ad una mensilità, ma ridotti di circa 200 euro pro capite» raccontano i sindacalisti.
«L’azienda avrebbe pensato di fare questa operazione per evitare che con i conguagli del mese di gennaio si avessero buste eccessive» riferiscono dalla Funzione Pubblica che equipara questa «decisione unilaterale di trattenere in anticipo soldi di proprietà altrui» a «un’appropriazione indebita». Il taglio della tredicesima riguarderebbe i dipendenti con contratti Anaste, circa 130 persone addette per lo più ai servizi: “salvi” invece i farmacisti che ovviamente hanno un contratto di lavoro diverso. Nel frattempo la Cgil ha approfondito anche la vicenda del “coordinatore dei servizi cimiteriali”: qualche giorno fa Apuafarma aveva annunciato l’assunzione a termine di un professionista selezionato tramite agenzia interinale. Consultati i suoi legali, il sindacato, afferma che «come avevamo sostenuto, in base alla normativa vigente, Apuafarma non può ricorrere alla somministrazione come un soggetto privato dovendo, in primo luogo esplicitare le “esigenze temporanee o eccezionali” e non potendo prescindere dal rispetto delle procedure di reclutamento». Come a dire che, secondo i legali della Cgil, anche per l’incarico di coordinatore, Apuafarma avrebbe dovuto bandire un concorso. Non solo: Funzione Pubblica ricorda che, nonostante i suoi ripetuti solleciti, Apuafarma continua a non pagare «l’indennità di vacanza che spetta da contratto». Per tutte queste ragioni la segreteria provinciale del sindacato di categoria chiama di nuovo in causa il sindaco Zubbani affinché si adoperi per fare in modo che nella società del Comune « venga ripristinata la legalità».
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