Il dolore
«Che orrore la nuova piazza a Mulazzo»
Il consigliere Roberto Malaspina: «Il monumento non c’è più, al suo posto una distesa di bitume»
MULAZZO. Non è ancora stata inaugurata ufficialmente, ma sulla nuovaPiazza XX Settembre sembra già spirare aria di polemica. Ad accendere la miccia è Roberto Malaspina che trova di cattivo gusto la soluzione realizzata dall’amministrazione, auspicando una modifica che tenga conto del contesto storico in cui si calerà quest’opera.
«Il 25 Ottobre 2011 – afferma Roberto Malaspina in una nota - il paese di Mulazzo fu colpito da una tremenda alluvione che, fra gli altri disastri, spazzò via letteralmente la piazza realizzata negli anni '70/'80 che ospitava il monumento alla resistenza. Dopo 4 lunghi anni è stata recentemente ricostruita. Sollecitato da diversi cittadini portatori di un amore incondizionato verso il proprio paese, sono andato a visionare il rifacimento della suddetta piazza e sono rimasto molto colpito. Mi domando se sia normale che in un luogo importante e significativo come Mulazzo (e per dipiù ai piedi dello storico castello malaspiniano servito dall'omonimo antico acquedotto), si sia realizzata una piazza totalmente avulsa dal contesto che assomiglia molto di più ad un'area di servizio autostradale».
Scelte cromatiche e soluzioni d’arredo urbano che lasciano perplesso il capogruppo di minoranza Malaspina per quanto riguarda il luogo di socializzazione che potrebbero, e dovrebbero essere contestualizzate all’interno del tessuto architettonico che si sviluppa intorno.
«Il monumento non c'è più, in compenso al suo posto esiste oggi un'orribile distesa di bitume delimitata da un'altrettanto miserevole ringhieretta. Domina sul nero bitume e sulla ringhieretta un'anonima gradinata cementizia. Ma, ancora più in alto , svettano anonimi pali dell'illuminazione di colore grigio, forse più adatti ad una Rest Area americana che a "Mulazzo Capitale dello Spino Secco», luogo che ha segnato la storia della Lunigiana intera.
«Realizzare una nuova piazza in questo modo significa fare un intervento qualitativamente scadente nonchè squalificante sotto il profilo storico/architettonico, estetico e dell'arredo urbano. Forse accortisi già di avere clamorosamente "fallato", mi è stato detto che in futuro il bitume nero verrà ricoperto da uno strato di resina bituminosa di colore marrone chiaro. Atroce consolazione. La valorizzazione di quel luogo passa prima di tutto attraverso un'adeguata pavimentazione con materiale idoneo e coerente sotto tutti i punti di vista, compreso quello cromatico (es. il colore della roccia sottostante il castello e antistante la piazza è di un particolare ed interessante colore rossastro)».
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