Sicurezza
Campeggi, colonie e rischio idraulico ecco le osservazioni degli Arancioni
L’associazione ha presentato cinquanta richieste di modifica al regolamento urbanistico «E’ prevista persino la demolizione di una parte della Motta malgrado i vincoli del piano»
MASSA. Sono cinquanta le osservazioni al regolamento urbanistico presentate dall’associazione 28 aprile: di queste una trentina entrano nel merito delle norme tecniche, le altre sono di carattere generale e puntano a stabilire che questo Ru contraddice, in molte parti, sia il piano strutturale, sia le linee programmatiche dell’amministrazione Volpi.
Colonie. Gli Arancioni hanno scoperto che nel regolamento urbanistico è prevista la demolizione di alcune parti consistenti della colonia Motta, contravvenendo, si legge nell’osservazione, a una indicazione vincolante del piano strutturale che, invece, per le colonie obbliga al mantenimento dei volumi esistenti. Gli Arancioni chiedono l’eliminazione della previsione di demolizione e poi ritornano anche sulla questione della trasformazione in alberghi, con la percentuale da dedicare al residenziale: nel Ru la possibilità di costruire appartamenti nelle colonie, qualora un imprenditore decidesse di farne un albergo, è scesa da un massimo del 25% (come voluto dalla passata amministrazione) a un massimo del 15%. Eppure, l’unico progetto concreto che Massa ricevette per la riqualificazione delle colonie di Marina, fu presentato anni fa da una cordata di imprenditori apuani che chiedeva, nella colonia Torino-Olivetti, il 20% degli spazi da dedicare a residenziale. Gli Arancioni chiedono, nella loro osservazione, di rivedere la posizione sulla percentuale di residenziale, almeno per quella specifica colonia, così da provare a riallacciare i rapporti con gli investitori e realizzare il progetto.
Campeggi. Gli Arancioni osservano che, riguardo il comparto dei campeggi, il Ps prevede un piano di settore dell’intera area, ovvero un piano attuativo unico per la zona di Marina di Massa, Partaccia, in cui sono collocati la maggior parte dei campeggi. Nel Ru, invece, i piani attuativi per i campeggi sono diventati nove, anche in questo caso contravvenendo alle indicazioni del Ps. Nel regolamento, inoltre, è previsto che i titolari dei campeggi cedano al comune 10 metri di area, in cui oggi sorgono le loro attività, per permettere l’allargamento delle strade su cui insistono i campeggi, strade che devono diventare tutte grandi viali alberati e di passaggio verso il Lungomare. Secondo gli Arancioni questa operazione andrebbe a snaturare le caratteristiche della zona marina, senza contare che in quei 10 metri non esistono soltanto campeggi, ma anche abitazioni, attività commerciali e artigianali.
Porto Turistico. Gli Arancioni hanno osservato anche che le linee programmatiche dell’amministrazione, sul porto turistico limitavano il Comune di Massa a perimetrare l’area necessaria, non potendo più partecipare al progetto unitario dell’Autorità portuale, per il diverso stato di avanzamento degli strumenti urbanistici dei due comuni interessati (Massa e Carrara). Nel Ru, però, di questa perimetrazione non c’è traccia.
Dissesto idrogeologico. Altre osservazioni vanno nella direzione del reperimento di denaro per superare il dissesto idrogeologico di molte zone della città, «tornando a utilizzare lo strumento dei mutui- dicono gli Arancioni- visto che la nuova finestra sul patto di stabilità lo permette e che il bilancio, a detta del Comune, è sano e virtuoso; utilizzare, poi, anche le risorse della città pubblica per completare opere rimaste ferme, come i lavori sul Cocombola»; infine si osservano gli standard, i parcheggi scambiatori previsti nel Ps e non inseriti nel Ru, la zona di Ronchi – Poveromo, con la possibilità di costruire alberghi, cedendo gratuitamente i terreni boschivi, le pinete, parallele alla costa e sottraendo però volumi al residenziale di tutto il comparto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
