Il Tirreno

in tribunale

Slot, dipendente intasca gli incassi

A processo per un ammanco di oltre settantamila euro

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PONTREMOLI. È accusato di essersi appropriato indebitamente di una cifra di oltre settantamila euro, Marco Zanardi, il dipendente di una ditta che installa slot machine addetto allo svuotamento delle gettoniere. Mentre le svuotava, secondo l’accusa, qualcosa gli restava in tasca. Una serie di episodi quelli che gli vengono contestati avvenuti nel 2012 in diversi bar e locali in Lunigiana. ieri era prevista la sentenza, ma l’ultimo testimone che doveva essere sentito ha rivelato una novità emersa negli ultimi mesi: Zanardi non era il solo a svuotare le gettoniere, come è stato detto davanti al giudice di Pontremoli, che si sta occupando della controquerela dell’imputato per appropriazione indebita che ha denunciato i suoi datori di lavoro per diffamazione. Per questo il giudice Fabrizio Garofalo ha deciso di sentire il teste che ha detto quelle cose al giudice di pace, una persona che era già stata sentita in sede penale. Senza dire però queste cose. Insomma, potrebbe cambiare l’esito del processo.

Una vicenda complessa che è stata ricostruita, nella prima udienza, ascoltando la versione della parte offesa. L’ex titolare dell’esattoria per le slot machine ha raccontato di aver trovato vari ammanchi dai resoconti degli scassettamenti delle varie macchinette posizionate in locali della Garafagnana e della Lunigiana. A destare i primi sospetti fu un ammanco di 18mila euro, relativo all’ispezione, del dipendente finito sotto accusa.

Stando alla ricostruzione effettuata in aula nelle precedenti udienze, alla fine causato la perdita del lavoro da parte del titolare dell’esattoria: «La Novamatic mi ha chiesto di rientrare di 76mila euro, io quei soldi non li ho e non ho ottenuto neppure un prestito dalla banca. Ho dovuto smettere così di fare quel lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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