Sicurezza
«No ai camion dal centro, chiudete le cave nel Sagro»
Dopo l’annuncio del ritorno dei mezzi pesanti in città, gli ambientalisti insorgono: «Tutto per una società di escavazione che non rispetta nemmeno le prescrizioni»
CARRARA. Le cave del monte Sagro devono chiudere per sempre. E punto. Questa è la soluzione auspicata dal coordinamento Apuano per risolvere il problema della “minaccia” dei camion nel centro di Carrara. Un incubo che sembrava superato con la costruzione della Strada dei marmi, costata non certo spiccioli per le casse pubbliche (119 milioni di euro: 22 dell’Ue e 97 del Comune) e che invece ritorna inquietante quanto prima, se non di più.
Tutto per un sito estrattivo sul monte Sagro. Da lì non ci sono strade percorribili dai camion per portare a valle i detriti. Da una parte, lato comune di Fosdinovo, ci sono divieti di transito ai mezzi pesanti sulle due strade provinciali; dall’altra, lato Carrara, un’ordinanza del sindaco vieta il trasporto del materiale detritico, consentendo solo il trasporto dei blocchi di marmo. Così intanto le cave, una in particolare, la Castelbaito Fratteta, continuano a accumulare detriti in cava nonostante ci sia una prescrizione ben chiara di Arpat che lo vieti. A questo punto la Provincia chiede al Comune di Carrara di concedere il passaggio di una dozzina di camion dal suo centro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.12646531:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2015/12/19/news/trecento-bambini-contro-il-ritorno-dei-camion-in-centro-1.12646531]]
Ed ecco il passato che ritorna identico a se stesso. «Un passato - dicono dal coordinamento - intriso di sofferenza e disagio per l’alta concentrazione di pm10, le polveri sottili causate dal transito quotidiano di centinaia di camion, costato lotte giudiziarie per il riconoscimento del diritto alla salute dei cittadini e un ingente utilizzo di risorse finanziarie che ha fatto diventare il Comune di Carrara uno dei più indebitati d’Italia. Le commissioni consiliari riunite hanno, dunque, esaminato una richiesta che non doveva nemmeno essere trattata per la sua assurdità e per la mancanza di credibilità da parte della società di escavazione Walton Srl, che da anni abbandona i detriti in cava. Di fronte a una situazione perdurante di illegalità nelle cave del monte Sagro, a un pervicace immobilismo nel trovare una soluzione alternativa allo smaltimento dei detriti, all'indifferenza dimostrata per anni nei confronti della salute pubblica e delle strade dissestate cittadine e di collegamento con la montagna, crediamo che non sia più sostenibile, né tanto meno credibile l’ennesimo ricatto occupazionale». Ergo: quelle cave devono chiudere. E per sempre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
