Il Tirreno

I Giorni della libertà al liceo classico Rossi

I Giorni della libertà al liceo classico Rossi

Dibattito con Mori, Bissoli e Conti intorno alla Resistenza

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MASSA. C’è la meglio gioventù nell’aula magna del liceo classico Pellegrino Rossi, quella che nel giro di pochi anni, è l’augurio, ma sì, una certezza, sarà classe dirigente di questo Bel Paese.Ragazzi attenti, curiosi, ponderati nelle domande, di certo affascinati dalle storie - vere, vissute in prima persona - di quei signori che per un paio di ore hanno rotto la quiete della loro scuola. Ecco lor signori: Giorgio Mori, 93 anni - e davvero non li dimostra - partigiano e presidente onorario dell’Anpi; Alessandro Conti presidente provinciale dell’Anpi; Franco Bissoli presidente dell’Istituto storico della Reisistenza apuana. Istituto che tanto sta facendo per la Memoria (con la M maiuscola) e che è stato prezioso partner del nostro giornale nell’allestire la raccolta di fotografie storiche, dal titolo I giorni della Libertà, regalate in edicola nell’ottobre scorso. Una iniziativa editoriale molto apprezzata dai nostri lettori, certamente da quelli più anziani ma con tanta curiosità da parte dei più giovani.

Ed è proprio per questo, per proseguire su questo percorso che grazie alla collaborazione del dirigente scolastico del Pellegrino Rossi, dei docenti - in particolare dell’«ufficiale» di collegamento Carlo Paolini - che il nostro giornale si è fatto promotore di un incontro tra i ragazzi e testimoni di quel particolare periodo storico raccontato dalle immagini della collezione. Ovvero i venti duri mesi di privazioni, di morti, di umiliazioni che la popolazione apuana visse tra l’8 settembre 1943, data dell’armistizio, e il 27 aprile del 1945. Data, quest’ultima della Liberazione di Pontremoli, ultimo paese della nostra provincia ad essere liberato. L’avanzata degli Alleati si ferma infatti al Cinquale, sulla Linea gotica pensata dal feldmaresciallo Kesserling. Una linea difensiva tra il Tirreno e l’Adriatico che sfrutta Apuane e Appennini.

E così, come ha raccontato Paolo Bissoli, mentre nell’estate del 1944 quasi tutta l’Italia Centrale era stata liberata dai nazifascisti la popolazione della nostra provincia viveva nel pericolo e nel terrore. Ai bombardamenti degli Alleati (non solo americani e inglesi) qui si subiva anche il cannoneggiamento tedesco da Punta Ala.

Morti, feriti, distruzione. E poi la miseria, la difficoltà di trovare da mangiare. Alessandro Conti allora aveva sette anni («ma mi ricordo tutto»)ha raccontato di sua mamma, per fortuna giovane e in forze, che con altre donne faceva la spola con Parma per andare a prendere la farina . Una spola molto pericolosa. Cosa offrire in cambio (i soldi non valevano niente)? Qui si faceva - abusivamente - il sale in casa bollendo l’acqua marina.

Ma c’era anche chi, come Giorgio Mori era salito ai monti per combattere. E furono appunto i partigiani, ad esempio, a liberare Carrara.

Mori, ha raccontato la sua scelta «maturata durante il servizio militare in Nord Africa. Dove gli italiani sminavano e minavano (e quindi morivano a migliaia). Ho visto cose che mi hanno profondamente colpito e quando ci fu l’armistizio non ho avuto dubbi: non ootevo più restare dalla parte dei nazisti e dei fascisti di Salò». Mori ha raccontato ai ragazzi alcuni episodi della lotta partigiana e anche della vita dei tutti i giorni sotto il fascismo.

Lui era con la Brigata Garibaldi e una delle 24 foto regalate insieme al nostro giornale lo immortala in mezzo ad altri partigiani della Brigata. Una foto particolare, ha raccontato con una storia dietro. La macchina fotografica era una celebre Leika trovata nel bagaglio di un soldato tedesco morto in combattimento. La macchina era danneggiata ma fu poi riparata e a alla fine si riuscì a trovare anche un po’ di pellicola per l’uso. Di qui la foto con Giorgio Mori in evidenza.

«Ho partecipato a numerose azioni - ha raccontato Mori sollecitato dagli studenti - e la vita sui monti era dura. E bisogna ringraziare tanta gente che ha sempre dato un amano a suo rischio e pericolo».

Un incontro davvero riuscito con Bissoli che ricorda tramite queste colonne che l’istituto storico della Resistenza ha un museo virtuale su Internet (www.resistenzaapuana.it) e una mostra itinerante che può essere richiesta dalle scuole. Una mostra fotografica in 35 pannelli. Basta farsi avanti.

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