Il Tirreno

E' morto Pucci, il titolare di Marco Sport

Cinzia Chiappini
E' morto Pucci, il titolare di Marco Sport

Carrara, colpo per il commercio locale: si è spento all’età di 81 anni. Abbigliamento all’avanguardia e i clienti facevano la coda

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CARRARA. Lutto a Carrara, è morto Marco Pucci titolare di “Marco Sport”, uno dei nomi storici e più prestigiosi del commercio cittadino.

Il commercio carrarese perde uno dei suoi nomi più noti, fuori e dentro i confini provinciali, un personaggio che per anni ha richiamato in città frotte di clienti, soprattutto sportivi, attirati da capi esclusivi e tecnicamente all’avanguardia: si è spento all’età di 81 anni Marco Pucci, titolare del negozio “Marco Sport” di via Roma. Pucci è spirato nella sua abitazione, al termine di una lunga malattia, assistito dalla moglie Carla.

Una vita spesa dietro il bancone del negozio di famiglia che aveva saputo trasformare e far crescere tanto da essere diventato, almeno fino alla fine degli anni Ottanta, un punto di riferimento sia per gli appassionati delle discipline sportive a caccia di capi tecnici, sia per coloro che volevano acquistare abiti sì sportivi ma griffati, con i marchi più in voga del momento: da Massa, da Sarzana, persino dalla Versilia arrivava a Carrara chi voleva un tuta da sci tecnicissima, chi cercava la maglia da corsa. Chi, invece l’abbigliamento sportivo lo sceglieva anche per il passeggio, ma non era disposto a rinunciare allo stile, alla moda, al brand. Nel negozio in via Roma si faceva la fila e il titolare era sempre a servizio del cliente: informatissimo, pronto a mettere a soqquadro ogni reparto per trovare il capo adatto.

E così, Marco Pucci, era diventato per molti “Marco Sport”, quasi a sancire l’identità tra l’uomo e la sua attività. Nato in una famiglia di commercianti, era cresciuto nel negozio di abbigliamento dei genitori che, a partire dal 1957 aveva “specializzato”, fondando “Marco Sport” e il suo inconfondibile logo rosso.

Un locale imponente, da 300 metri quadri, distribuito su due piani e posizionato nella centralissima via Roma: quando ancora i giovani affollavano la strada, il sabato sera, durante le “vasche”, era impossibile non deviare sotto i portici del negozio, per ammirarne le vetrine, luminosissime e scintillanti, piene di accessori sportivi e capi alla moda, curate nei minimi dettagli. Appassionato di montagna, dedicava sempre uno spazio “speciale” agli sport invernali, sfoggiando sci e attrezzature spesso all’avanguardia.

Pucci e il suo negozio negli anni erano diventati una vera e propria istituzione cittadina, ed erano conosciuti - almeno di nome - anche da chi sportivo non lo era, né nel look né nel tempo libero. Certo anche lui aveva sofferto, come del resto tutti i commercianti, il progressivo declino del centro città: in una delle ultime interviste rilasciate al nostro giornale, ormai cinque anni fa, commentando l’andamento poco soddisfacente dei saldi estivi, dichiarava: «Sì, è anche colpa della crisi, ma più che altro è proprio cambiata la mentalità del consumatore: non fa più affidamento sui saldi. La gente è diventata molto esigente e vuole solo quello che ha in testa o che ha visto in tv, indipendentemente dal prezzo».

Parole da commerciante navigato, da uno che appunto dietro il bancone c’era cresciuto e che forse era stato tra i primi a capire le ragioni profonde delle difficoltà di un intero settore.

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