Finanza
I pensieri dei bimbi circondano la scuola
Un nastro abbraccia la primaria terremotata Giromini La maestra: niente lustrini, ma un grande augurio alla città
CARRARA. La scuola e il suo messaggio di solidarietà, la didattica della comprensione, la formazione all’ottimismo e alla speranza. Così se il terremoto ha messo ko un’ala della scuola primaria Giromini, a Marina di Carrara, beh i bambini sperano ancora. Sperano sempre. L’intera scuola non perde la speranza che tutte le sue porte possano riaprirsi, così impacchetta l’intero edificio in un lungo nastro di speranza.
E non si tratta del solito striscione di denuncia perché la verve polemica non c’è, c’è piuttosto il desiderio di proporre, costruire e condividere. La maestra Barbara Pianadei lo definisce «un biglietto di auguri per la città che i bambini della scuola Giromini hanno realizzato stringendo in un abbraccio tutto l’edificio».
Un unico biglietto senza lustrini - spiega l’insegnante - senza oro, senza argento, un biglietto senza immagini, un biglietto di sole parole scritte su un semplice tessuto bianco per restituire a questi piccoli segni tracciati con grafia ancora incerta tutto il potere che possono avere. L’incredibile potere delle parole.
Un biglietto volutamente povero, quindi, con cui i piccoli autori tornano all’essenziale, alla sostanza del messaggio di pace; un biglietto di solidarietà che si esprime nel vissuto quotidiano, di condivisione di esperienze, di aiuto e comprensione «per crescere con un atteggiamento aperto all’empatia e alla comprensione dei bisogni di tutti». Così qualcuno, più grandicello, scrive nel lungo nastro bianco che il Natale «rischiara il buio e le emozioni sopite», per qualcuno è «l’arrivo di una sorella che ti tiene compagnia». Emozioni, racconti, confidenze, speranze. Scorci di vita familiare.
Nella scuola Giromini si respira quest’aria di positiva condivisione di esperienze, si vive la volontà di partecipare a progetti comuni: piantando semi, parlando e scrivendo di sé, dei propri universi emotivi attraverso giochi di ruoli, la musica e l’arte, «superando con la volontà di fare, anche le difficoltà di spazio». Perché, dopo l’ultimo terremoto, alcuni locali purtroppo rimangono ancora inagibili.
Ma «se cresciamo in un ambiente colorato di positive esperienze condivise - la maestra Barbara Pianadei ne è convinta - cresceremo aperti a capire noi e gli altri. Un augurio di speranza per restituire al Natale il vero messaggio di amore». Un lungo nastro bianco e tutti i pensieri dei bambini.
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