La manifestazione
«Ha sparato lui», arrestato quarantenne
Il marocchino gambizzato indica ai carabinieri chi lo ha ferito. L’uomo si difende. Bisogna trovare la pistola e il movente
MASSA. La svolta è arrivata poche ore dopo i tre spari: i carabinieri del nucleo operativo hanno arrestato un quarantacinquenne massese. Per gli inquirenti è lui l che ha premuto il grilletto contro Azouz Essadik, il marocchino di 24 anni gambizzato l’altra sera in via del Fescione e poi abbandonato davanti al bar Logos di Poveromo. All’uomo gli inquirenti sono arrivati grazie alle testimonianze di alcune persone che hanno assistito alla scena. Ma anche il ferito ha fornito elementi utili. Le generalità dell’arrestato per ora non sono state divulgate perché si attende la convalida del fermo, attesa per stamani o al massimo domani.
Caso chiuso? Nemmeno per sogno perché sia il sostituto procuratore Alessandra Conforti, che coordina le indagini, sia il tenente Rosa Sciarrone, comandante del nucleo operativo dell’Arma, devono trovare ancora alcune tessere del puzzle. La prima è la pistola, che il quarantacinquenne non aveva con sé al momento delle manette. Bisogna trovarla, perché sarà utile ai periti balistici. La seconda è il movente: Essadik ha diversi precedenti alle spalle e un decreto di espulsione della questura di Lucca che risale addirittura a cinque anni fa. Un tipo poco raccomandabile. Il nordafricano vive di espedienti e i carabinieri sono convinti che in via del Fescione spacciasse la droga. Chi lo ha aggredito è andato di proposito armato. Segno che non voleva soltanto litigare, ma voleva dargli una lezione. Perché? La pista più calda è quella dello spaccio degli stupefacenti, ma non è la sola. Il quarantacinquenne con il mondo della droga, almeno a livello personale, non ha nulla a che fare secondo quando è emerso. È un volto noto alle forze dell’ordine, ma per reati minori. Non era considerato uno pericoloso, insomma. Invece si è procurato una rivoltella e ha esploso tre colpi. Il motivo che lo ha spinto a tanto, almeno per lui, è importante. E se non è la cocaina restano altre ipotesi che possono reggere una reazione del genere: soldi o affetti personali. Ma finché non ci sarà l’interrogatorio di garanzia non si può essere certi di nulla.
Intanto Azouz è già tornato a casa, dimesso ieri mattina dopo essere stato medicato e tenuto una notte in osservazione. Due proiettili lo hanno colpito alle parti molli, coscia e polpaccio; il terzo ha scalfito il ginocchio. L’impressione è che il quarantacinquenne non volesse uccidere, ma si tratta di un’impressione e basta. Perché fino a che non verrà ricostruita la dinamica nulla può essere escluso. Se ha premuto il grilletto da lontano può anche essere che la mira non è stata felice e che la sua vera intenzione fosse quella di uccidere il rivale. Se invece il grilletto lo ha premuto da una distanza ravvicinata ecco che prenderebbe corpo la vendetta dopo uno sgarro subito. In un caso reggerebbe il tentato omicidio, nell’altro più di lesioni aggravate non gli si potrà contestare.
Quasi certamente davanti al gip l’arrestato si avvarrà della facoltà di non rispondere, per dare tempo al suo avvocato di studiare la linea difensiva. Anche se ai carabinieri ha detto di non essere stato lui a sparare. Ci sono però le testimonianze di Essadik e di altri suoi connazionali che lo incastrano.
Danilo D’Anna
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