Il dolore
Edilizia, detrazioni fiscali per chi utilizza il marmo
L’ordine del giorno dell’onorevole Martina Nardi approvato dalla Camera: «Un atto di indirizzo politico che servirà a rilanciare il settore del lapideo»
CARRARA. Inserire i “materiali lapidei” tra i materiali deducibili ai fini della detrazione fiscale. In altre parole: agevolazioni a chi usa il pregiato marmo per la ristrutturazione di un edificio. Non è la richiesta di un’associazione di industriali, ma di Martina Nardi, deputata del Pd (ex Rifondazione comunista, ex Sel) contenuta in un ordine del giorno presentato alla Camera durante la votazione della legge di Stabilità.
Un atto nato come emendamento, bocciato e diventato quindi un ordine del giorno approvato sabato scorso dalla maggioranza dell’Aula. Un’ordine del giorno - sia chiaro - non è legge: è un atto di indirizzo politico, in sostanza una proposta di cui il governo deve però tener conto.
«Non è un emendamento - commenta a Il Tirreno, l’onorevole Nardi poche ore dopo la votazione - Mi serve per tenere una porta aperta nella prossima legge di Stabilità».
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E la porta si chiama: sgravi fiscali. Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può infatti usufruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le prestazioni poi di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%. Con la legge di Stabilità approvata sabato notte l’econobus (così vengono chiamati gli sgravi fiscali citati) sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2016. Ma tutto questo non riguarda il marmo. «Secondo l’agenzia delle entrate i materiali lapidei sono considerati beni di lusso - commenta l’onorevole -C’è una legge del 1949 che li classifica così e quindi in caso di ristrutturazione di una civile abitazione non possono essere godere dei benefici di sgravo previsti per gli altri materiali, come la ceramica, Iva agevolata e rimborso del 50%».
Ecco quindi la proposta: quella di impegnare il governo «a valutare l’opportunità - si legge nell’ordine del giorno - di inserire i materiali lapidei tra i materiali deducibili ai fini della detrazione fiscale». Questo con l’obiettivo di rilanciare un settore, che, secondo l’onorevole, sta sentendo la crisi: il marmo lavorato. Per intendersi: lastre e blocchi. «L’utilizzo di detti materiali - si legge nell’ordine del giorno - si è dal 1949 ad oggi ampiamente diffuso in edilizia, ma negli ultimi anni ha vissuto una crisi condivisa con il settore edilizio». A esprimere subito soddisfazioni è Donato Di Carlo, vicepresidente nazionale Associazione nazionale AssoMarmo, che sul suo profilo facebook si complimenta con la deputata Nardi «I miei più sentiti complimenti al deputato Martina Nardi -si legge- Da quando l’ho conosciuta (grazie all’onorevole Antonio Placido) ho subito capito che lei, onorevole Martina Nardi, fosse una persona perbene, competente e capace di ascoltare». E aggiunge: «Noi di AssoMarmo è con persone con voi che vogliamo interloquire».
Commenta l’ordine del giorno anche Nicola Cavazzuti, consigliere comunale di Massa di Rifondazione comunista. E lo fa buttandola sull’ironia. «Spuntano gli incentivi all’utilizzo dei materiali lapidei in edilizia perché il settore (quello del marmo) è in crisi. - scrive anche lui sul suo profilo facebook - Chi vorrà abbellire il proprio bagno con lussuoso marmo potrà detrarlo dalle tasse: è prevedibile una corsa dei residenti nelle case popolari ai laboratori della nostra zona. Nello stesso tempo non passa l’emendamento per togliere le pensioni di accompagnamento dal calcolo dell’Isee e si toglie la tassa sugli yacht. Bin Laden e affini ringraziano».
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