Il Tirreno

«Il Pd è ingovernabile» E Delia sbatte la porta

Cinzia Chiappini
«Il Pd è ingovernabile» E Delia sbatte la porta

Le dimissioni del segretario comunale durante l’assemblea dei democratici Entro un mese verrà eletto il nuovo leader del partito: ma la strada è in salita

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CARRARA. Dopo tanti rumors adesso è ufficiale. Venerdì sera (19 dicembre) durante l'assemblea del Pd di Carrara, il segretario Pier Paolo Delia ha rassegnato le sue dimissioni.

«Questo partito è diventato ingovernabile per colpa di chi, pur volendo amministrare, critica soltanto senza mai fare proposte sostenibili» ha detto l'ormai ex numero uno di via Groppini. Entro un mese i democratici dovranno convocare una nuova assemblea per eleggere il nuovo leader, ma la strada sembra ancora in salita. Ha lasciato il suo incarico senza sbattere la porta ma, questo sì, qualche sassolino dalla scarpa se l'è tolto, al termine di un mandato particolarmente travagliato: Pier Paolo Delia ha rassegnato venerdì sera le sue dimissioni da segretario comunale del Partito Democratico, tenendo fede alla promessa fatta qualche mese fa, al momento della verifica di maggioranza. E così la riunione si è svolta senza grandi colpi di scena: tutti hanno ringraziato il segretario “uscente” per il lavoro svolto, al di là dell'appartenenza a questa o quella corrente, e l'unica frecciata è arrivata ai Giovani Democratici che, pur esprimendo apprezzamento per l'uomo e l'impegno, hanno sottolineato che nel corso del suo mandato il Delia avrebbe potuto fare di più, per la città e per il partito.

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Diametralmente opposta la visione del diretto interessato, che all'indomani delle dimissioni, ricostruisce così il suo percorso alla guida di via Groppini: «A suo tempo sono stato eletto da tutto il partito ma col passare del tempo le cose sono cambiate e devo prendere atto che negli ultimi mesi la mia segreteria non rappresentava più il Pd nella sua interezza ma solo una parte di esso» ammette oggi Pier Paolo Delia, che poi scatta la sua fotografia del partito. «Oggi il Pd è spaccato in due fronti distinti. E quindi è un partito ingovernabile» premette l'ex segretario che poi si sofferma sulle conseguenze che questa divisione ha a livello amministrativo: «In questo momento le amministrazioni di Massa e di Carrara sono quello che sono... insomma stanno in piedi solo se il Pd, il partito di maggioranza relativa, è solido...» spiega Delia lasciando intendere che la situazione è davvero appesa a un filo. «Una delle due correnti del Pd sostiene con forza il governo del territorio, un'altra invece non fa altro che criticare» precisa l'ex segretario, spiegando che la prima è quella del “vecchio fronte” dei “rigoniani”, mentre la seconda è composta da coloro che si autodefiniscono “i nuovi arrivati”.

E qui Delia si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Per prima cosa questo nuovo fronte non è affatto nuovo perché è composto da persone che fanno politica da almeno 20 anni... mi chiedo come mai finora non siano riusciti a risolvere nulla, e auspico che prima o poi condividano con noi le loro idee innovative».

Secondo l'ex segretario questa “fronda” del partito «sa solo criticare e criticare, quasi non si rendesse conto di essere al governo, cosa che implica la necessità di portare soluzioni costruttive»: Delia racconta che negli ultimi sei mesi i “nuovi democratici” non avrebbero presentato «nemmeno una proposta con un minimo di fondamento politico» e che sarebbero rimasti “nei ranghi” solo «per evitare le urne ma senza apportare un sostegno vero».

Di qui le difficoltà non solo di via Groppini ma di tutto il partito a livello provinciale e, di conseguenza, delle amministrazioni di Massa e di Carrara.

«Io ho fatto tutto quello che potevo, ci ho messo tutto quello che avevo e lo farò ancora se il Pd si dimostra capace di andare avanti» afferma Delia annunciando la sua intenzione di restare dentro la direzione carrarese. E visto che ormai il Natale è alle porte ed è tempo di auguri, quale regalo farebbe Pier Paolo Delia al suo partito?

«Regalerei del carbone a quelli che sono sempre in campagna elettorale, vorrei che le cattiverie venissero chiuse dentro un cassetto ma soprattutto vorrei che nel Pd si lavorasse tutti insieme ricordandoci che siamo un partito di sinistra» conclude l'ex segretario.

 

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