Proteste
Comicità e note Così l’ospedale si fa gli auguri
Concerto di buon auspicio con tanti nomi noti E l’impegno a fare un concerto al mese
MASSA. Quando di due ospedale ne fai uno, tanti hanno paura. E tanti ne hanno avuta.
La paura - tra le altre - di perdere le eccellenze, gli investimenti in capitale umano e capacità professionali. Così l’addio ai reparti e a Carrara, ha fatto temere che tra le corsie non si sarebbero più visti i pianoforte e i microfoni che da anni, ad oncologia, hanno trasformato la musica in arma terapeutica. Un’esperienza in cui il primario Andrea Mambrini - affiancato da Maurizio Cantore (ex direttore di oncologia) - ha messo anima e corpo.
Così l’Asl, anche se il governatore Rossi e l’assessore Stefania Saccardi non possono essere presenti, organizza un concerto per dire che la musica ci sarà anche al Noa. Anche se non c’è un ’area specificatamente dedicata all’oncologia, anche se non ci sono i reparti: «Il pianoforte - assicura Andrea Mambrini - troverà posto nel cuore dell’ospedale e io mi impegnerò per organizzare un concerto al mese, per tutti i pazienti». Per fare della musica un terapia per chi lotta con il tumore, per chi combatte con qualsiasi altra patologia. Per chi rivendica, anche nella sofferenza, il diritto all’ascolto, alla piacevolezza, alla vita.
I concerti sono realizzati grazie all’associazione “Donatori di musica”, nata nel 2009 proprio ad oncologia a Carrara per volontà di Gian Andrea Ludovici. Musicologo, critico musicale, ricoverato a Carrara, decide - motivato da Cantore e Mambrini - di non rinunciare alla sua passione e i concerti li organizza lì, in ospedale, in corsia. Un’esperienza ininterrotta che prosegue anche oggi che Lodovici non c’è più: 150 artisti (che suonano gratuitamente) e esperienze in molte regioni. Il modello carrarese esportato in altri ospedali.
Così, ieri mattina, “I donatori di musica” sono i protagonisti. Si mettono, però, in disparte per qualche decina di minuti perché il concerto si apre con la contestazione di chi vede nel nuovo ospedale «la conferma della privatizzazione della sanità». Appena gli animi si calmano, la musica si prende tutto lo spazio.
A regalare le prime note al Noa sono la cantante Michela Lombardi e il pianista Ugo Bongianni: suoni per fare dell’ospedale un luogo meno asettico «perché - è la breve introduzione di Michela - l’ospedale sempre bianco?». Come dire: perché non dare nuova identità, nuova anima, rompendo la barriera tra chi sta fuori e sta bene e chi sta dentro e soffre. Le note jazz, l’ironia e le battute di Dario Vergassola: ha tra le mani il volantino che gli ha allungato chi ha organizzato un presidio e contestato il Noa. E lui ammette che non sa di cosa si tratti, ma assicura che si informerà: «Ho un animo contestatore, non posso non informarmi e lo farò». Poi le battute rapide, i ricordi spiritosi dell’infanzia e la volontà - evidente - di mantenere l’equilibrio tra chi l’ha invitato e chi, fuori, contesta: «Dite un po’ sono stato bravo - è la battuta - a tenere i piedi in due o tre paia di scarpe?». Donatore di sorrisi e allegria. La sua simpatia, quella di Elio che interviene rispondendo al telefono, lui che in oncologia a Cararra è arrivato, qualche anno fa, il 6 gennaio in costume da Befana.
Allegria, impegno e musica: canta al Noa, ieri mattina, anche Aleandro Baldi che più volte ha organizzato concerti per i malati oncologici. Poi le note classiche del pianista Simone Soldati. Un concerto che è rassicurazione per chi temeva di perdere il patrimonio d’esperienza di oncologia, a Carrara.
Adesso non rimane che trovarlo quel posto per il piano, nel cuore dell’ospedale, e lasciare entrare la musica. Se non sempre, almeno spesso. (c.s.)
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