Sicurezza
Aru, comitati divisi: Romagnano si defila dall’attacco a Volpi
MASSA. Non tutti i comitati civici anti Aru hanno firmato il documento contro l'atto di indirizzo del sindaco di Massa Alessandro Volpi, come erroneamente riportato ieri dal nostro giornale. In...
MASSA. Non tutti i comitati civici anti Aru hanno firmato il documento contro l'atto di indirizzo del sindaco di Massa Alessandro Volpi, come erroneamente riportato ieri dal nostro giornale. In realtà, di sei comitati, soltanto cinque hanno condiviso la linea espressa nel documento, che considera “fuffa” l'atto d'indirizzo della giunta comunale per l'azzeramento degli Aru.
A non firmare quel documento è stato il comitato di Romagnano, il cui presidente è Giorgio Berti, anche rappresentante del comitato degli alluvionati di Romagnano, costituitosi dopo i disastri del 2013. Un segnale di distinguo rispetto alle posizioni degli altri comitati di quartiere che induce qualcuno a parlare di spaccatura nel fronte di cittadin che contestabno la politica urbanistica della amministrazione Volpi.
A sottoscrivere il durissimo documento, che in pratica accusa il sindaco Volpi di «aver tradito le aspettative dei comitati» sono stati, invece, i comitati di Quercioli, la Rocca, Castagnola, Turano e Lungofrigido. Dire cosa sia accaduto è, in queste ore, difficile: che i comitati non fossero più tutti uniti nella battaglia per l'azzeramento degli Aru era nell'aria da qualche settimana, ma non avevamo avuto nessun segnale di nervosismo. Il documento contro l'atto di indirizzo della giunta risulta, quindi, il primo campanello d'allarme e pare che la questione sia tutta politica. I cinque comitati civici rimasti insieme nella battaglia decidono di non polemizzare, ma le voci di corridoio parlano di un dissenso ( quello di Romagnano) dovuto non tanto al giudizio tecnico del documento, ma a quello politico e personale sul sindaco Volpi. Insomma: forse il comitato di Romagnano ha chiarito le sue posizioni con il sindaco di Massa Alessandro Volpi, forse non chiede più l'azzeramento del suo ambito, o forse ha capito che, attraverso le osservazioni, potrà migliorare la condizione del quartiere. Quercioli, la Rocca, Turano, Castagnola e Lungofrigido, invece, rimangono dell'idea che l'atto di indirizzo sia solo un insieme di parole vane, che concretamente non porterà all’azzeramento degli ambiti, come i comitati continuano a chiedere.
Manuela D'Angelo
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