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Provincia Cenerentola: Buffoni convoca sindaci e sindacati

Provincia Cenerentola: Buffoni convoca sindaci e sindacati

Summit “contro” la Regione che dimentica il territorio Ma Bugliani tranquillizza: l’Accordo di programma c’è

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MASSA CARRARA. Senza l’accordo di programma il territorio di Massa Carrara è come un malato terminale che attende il suo destino: le aziende non si riprenderanno, la disoccupazione continuerà a salire, gli enti locali non avranno mai le risorse per incentivare la reindustrializzazione, non ci sarà più sviluppo. Un messaggio durissimo, partito nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio di Massa Carrara, appoggiato dalla Cna e corroborato da dati preoccupanti: circa 15 mila disoccupati registrati nel 2014, destinati a salire, secondo le stime, nel 2015 e che portano la provincia apuana a livelli di allarmismo elevato.

«Non c’è più tempo, adesso o mai più», ha detto il presidente della Camera di Commercio Dino Sodini, appellandosi al presidente della Regione Enrico Rossi. «Potremmo pensare ad un referendum per l’annessione della nostra Provincia alla Liguria» , ha dichiarato provocatoriamente il presidente della Cna Paolo Bedini, alimentando il disagio di un territorio nei confronti della propria regione di appartenenza, che continua a considerarla la “Cenerentola” della Toscana. A loro si unisce il presidente della Provincia Narciso Buffoni che annuncia un incontro oggi, chiamando a raccolta tutti i soggetti locali che lavorarono per l’accordo di programma, compresi i sindacati, affinché ne esca un documento ufficiale da inviare ad Enrico Rossi, che manifesti tutto la preoccupazione del territorio apuano, ma anche la fine della diplomazia politica.

«Se l’accordo di programma non è stato ancora firmato- dice Buffoni - il nodo è strettamente politico; dobbiamo pretendere la stessa considerazione che hanno avuto Piombino e Livorno, deve finire il tempo dei figli e figliastri».

Da Firenze il consigliere Pd Giacomo Bugliani cerca di tranquillizzare: «Confermo che l’impegno della Regione per arrivare alla conclusione dell’accordo di programma per la reindustrializzazione nella nostra provincia c’è, c’è stato e ci sarà. Su quanto verrà messo in campo in futuro per Massa Carrara, nell’ambito del sostegno alle imprese ma anche dell’attività di bonifica, della portualità e della difesa del territorio, discuteremo e ci confronteremo in un incontro già fissato per lunedì in Regione con i sindaci, i sindacati e i rappresentanti delle categorie».

Intanto però Camera di Commercio e Cna parlano di «una crisi senza fine, un territorio impantanato tra ritardi, burocrazia, mancanza di risorse ed il perenne handicap delle aree da bonificare, che costituiscono un freno al progetto di riqualificazione e di reindustrializzazione». L’accordo di programma avrebbe dovuto già essere firmato da mesi e avrebbe dovuto concretizzare gli impegni presi da Regione e Governo a maggio scorso, quando tutti firmarono il protocollo di intesa, propedeutico poi all’accordo vero e proprio, al tempo in cui ancora la provincia di Massa Carrara era inserita tra le aree “di crisi complessa”, elemento indispensabile per veicolare qui una buona parte di finanziamenti.

Manuela D’Angelo

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