Il Tirreno

«Ecco come Mariannina ci ha rovinati»

«Ecco come Mariannina ci ha rovinati»

Parlano le presunte vittime. La nonnina: l’ho vista crescere, mi fidavo di lei. Il meccanico: mi ha fregato anche la pensione

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MASSA. «Abitava sopra di me, l’ho vista crescere, andava in chiesa, insegnava catechismo... Come potevo non fidarmi di lei. E, invece, ecco, mi ha lasciato in mutande». Si accende subito il processo a Mariannina De Angeli, la ragioniera commercialista imputata, assieme al fratello Mauro De Angeli e al marito Fabio Bertolucci, di truffa, appropriazione indebita e falso. Si accende con le prime deposizioni davanti al giudice Fabrizio Garofano delle vittime – parti offese nel processo – dei, per adesso presunti raggiri computi dalla professionista.

Ada Catelani, classe 1929, già titolare di un negozio di merceria e abbigliamento, è la prima a parlare. 86 anni, qualche acciacco ma nella memoria ben impressa quella dolorosa vicenda: «Ho cominciato ad affidarmi a Marinano (in aula tutti la chiamano così ) nell’89. Me lo aveva proposto, la conoscevo fin da quando era bimba, mi fidavo. Lei mi diceva quanto dovevo versargli per pagare le tasse e tutto quanto, io gli davo i soldi. Per vari anni, nessun problema, poi cominciano ad arrivarmi a casa cartelle di Equitalia che mi contestano il mancato pagamento dell’Irpef, dell’Ici, di tutte quelle tasse che pensavo avesse pagato la commercialista». La signora Ada chiede a quel punto chiarimenti, la De Angeli la tranquillizza: «Gli portavo le cartelle di Equitalia, lei le prendeva e diceva, ci deve essere un errore, lasciamele. Non ti preoccupare, è tuto a posto ci penso io». La donna non si preoccupa. E si ritrova con un avviso di pignoramento del negozio e dell’abitazione. «I miei figli hanno dovuto pagare di nuovo, con more e sanzioni, altrimenti ci avrebbero portato via tutto. Mi ha rovinato».

Tocca, dopo di lei, a Mauro Del Monte, meccanico, titolare dell’autofficina Turbocar Snc a Montignoso. Ed è un altro spaccato di una vita mezza rovinata. Anche Del Monte aveva incaricato la De Angeli di tenerle la contabilità: dichiarazione dei redditi, pagamenti Ici, contributi Inps, adempimenti vari. «Pagavo sempre con assegni, sia il suo onorario, sia le scadenze che la commercialista mi indicava. Però, un bel giorno Equitalia mi notifica il fermo amministrativo di tre auto per mancati versamenti per 11mila euro. Poi, un altro di 4.560 euro». L’artigiano, a differenza di nonna Ada, si mostra più deciso. Le giustificazioni della commercialista: «c’è stato un errore, un problema di file, ora metto tutto a posto» non gli bastano. Trascina la De Angeli negli uffici di Equitalia e ottiene da lei la firma su un assegno da 11mila euro per ripianare il debito. E riesce anche a farsi ridare dal marito Fabio Bertolucci, amministratore della Business Solution (nome che è tutto un programma), la società di consulenza fiscale che nel frattempo è succeduta alla Salu-Progea della De Angeli, gli altri 4.560 euro. Ma, alla fine subisce anche lui. «Ho scoperto poi che anche altri pagamenti che la Mariannina doveva fare per mio conto, e con i soldi che gli consegnavo, non venivano effettuati. La commercialista però, a quel punto non si faceva più rintracciare,, la cercavo diceva che era malata». Risultato: «Mi sono ritrovato a dover pagare 60mila euro per evitare il pignoramento dell’officina e della casa, sono stato trattato da evasore fiscale da Equitalia, ho perso i risparmi di 45 anni di lavoro. E non basta. L’Inps mi ha comunicato che dovevo versare ancora 17mila euro per poter avere la pensione. Neanche quella ho potuto avere».

Insomma, il meccanismo è chiaro: la commercialista, secondo l’accusa, non faceva quello per cui era pagata. Cioè i soldi per modelli F24 ratei, imposte e tasse varie che gli venivano dati dai clienti, li metteva chissà dove. A danno degli ignari contribuenti». E non solo: da quanto ricostruito dal pm Rossella Soffio, la De Angeli avrebbe utilizzato anche dei timbri falsi per fare credere ai clienti che i pagamenti delle imposte fossero stati effettuati. Un aspetto che sarà affrontato nella prossima udienza. Fissata per il 16 gennaio.

Claudio Figaia

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