Il Tirreno

il dibattito

Crocifissi nelle scuole, Rc prende le distanze dalla (sua) maggioranza

di Melania Carnevali
Crocifissi nelle scuole, Rc prende le distanze dalla (sua) maggioranza

Il consigliere Nicola Cavazzuti accusa Benedetti di strumentalizzare il dibattito: "non vedo in lui le caratteristiche di un cristiano"

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MASSA. Non è una “scomunica” sul modello carrarese, con i consiglieri di Rifondazione comunista che hanno fatto i bagagli e se ne sono andati dalla maggioranza. Ma una presa di distanza sì. O almeno è un ridisegnare i confini oltre i quali la coalizione di centrosinistra che governa la città (e di cui Rifondazione fa parte) non può andare: i crocifissi nelle scuole.

Quell’ordine del giorno presentato dal consigliere di Forza Italia e approvato da buona parte della maggioranza per riportare i crocifissi nelle scuole (o lasciarceli) è il confine, «un errore» secondo Nicola Cavazzuti, consigliere rifondarolo che in conferenza stampa ribadisce: «Riteniamo che la aconfessionalità delle istituzioni pubbliche sia una garanzia per tutti i cittadini e le cittadini e un rispetto nei confronti di chi abbraccia fedi differenti, il faro che dovrebbe guidare un’amministrazione». Che questa, di amministrazione, non ha - secondo Rifondazione - dal momento che il documento del forzista è stato approvato dal consiglio comunale con gli unici voti contrari di (per quanto riguarda la maggioranza) Alberti, Cavazzuti, Ortori e Anghelè. «È puramente strumentale - continua Cavazzuti - la posizione di Benedetti. Non vediamo infatti in lui le caratteristiche di un cristiano o di un cattolico e se fossi credente mi sentirei offeso».

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Anche sul documento programmatico redatto dai segretari dei partiti di maggioranza Rifondazione ha ristabilito un limite. Lo ha fatto con una serie di emendamenti che, di fatto, hanno “aggiustato” il profilo politico del documento stesso. In particolare gli hanno dato un profilo più “ambientalista”. «Abbiamo chiesto - continua Cavazzuti - l’adozione entro 12 mesi di un regolamento degli agri marmiferi che superi le leggi estensi del 1846 e l’ampliamento della raccolta dei rifiuti porta a porta a tutta la città. E ancora in campo di immigrazione abbiamo chiesto che lo Sprar venga esteso nel territorio, perché il metodo non può essere quello di un parcheggio dei migranti in qualche albergo ma un percorso di inserimento. E molto altro».

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