Il Tirreno

Ospedale Apuane, l’odissea di chi va in autobus

Chiara Sillicani
Ospedale Apuane, l’odissea di chi va in autobus

Lamentele di cittadini e lavoratori: corse saltate, attese di un’ora e orari che non tengono conto delle nostre esigenze

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MASSA. Il parcheggio al nuovo ospedale è a pagamento e la tariffa non prevede frazione: se stai un’ora paghi un euro, sei stai un’ora e un minuto, ne paghi due. E se di stalli per pazienti e visitatori ce ne sono fin troppi (la metà del posteggio è sempre vuota), i posti auto per i dipendenti mancano. Disegnato il quadro, è chiaro che siano parecchi quelli che hanno tagliato la testa al toro, lasciato l’auto in garage e scelto l’opzione B: il bus.

Peccato, però, che viaggiare in autobus non sia proprio una comodità, tanto che un gruppo di cittadini e lavoratori dell’Asl sfogano la loro rabbia. A prendere carta e penna è il dottor Sergio Bartoli che scrive quello che lui stesso definisce un «reclamo collettivo». A far traboccare il vaso, mercoledì nel primo pomeriggio, è l’attesa di 60 minuti per salire sul bus, alla fermata del nuovo ospedale, in viale Mattei. Destinazione casa. «La corsa delle 13 e 40 della linea 51 - si legge - è saltata. I lavoratori e i familiari dei pazienti hanno atteso oltre un’ora, smarriti perché di bus non se ne vedevano».

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Il Ctt che gestisce il servizio (in attesa del subentro del nuovo gestore) conferma che il problema c’è stato: «Mercoledì si sono verificati alcuni guasti e uno di questi - spiega Giancarlo Pianini del Consorzio toscano trasporti - ci ha costretti a sostituire il mezzo che collega l’ospedale e la cosa ha determinato un ritardo». Un guasto e un inevitabile disservizio. Anche se i lavoratori tracciano un quadro che va oltre il singolo imprevisto e descrivono una cattiva organizzazione del sistema trasporti. I due Comuni (Massa e Carrara), con il cofinanziamento della Regione, hanno creato una linea da e per l’ospedale con corse ogni 30 minuti. Ma chi quella linea la usa spiega che gli orari definiti dalle amministrazioni non sono compatibili con quelli di entrata e di uscita dei dipendenti e riferiscono di tempi lunghi tra le corse: «Ancora non riusciamo a comprendere - si legge nella nota firmata da Bartoli - la definizione dell’orario: il primo bus dopo le 13 e 40 - è l’esempio citato - ferma al Noa alla 14. 45. Un tempo incolmabile».

Non solo: in alcune fasce orarie il bus arriva pochi minuti dopo la timbratura, costringendo i dipendenti ad «una vera corsa podistica»: lascia la corsia, raggiungi lo spogliatoio, abbandona zoccoli e camice e fila via come un fulmine per salire sul bus. Non proprio il finale da sogno di una giornata lavorativa: «Il bus per Carrara via ospedale parte alle 17.05 e l’uscita è alle 17».

Qualche problema anche per raggiungere il Noa dalla stazione di Massa: «C’è una scarsa considerazione per il cittadino e capita che chi scende dal treno (magari arrivato dalla Versilia o dalla Liguria ndr) perda il bus diretto al Noa». La proposta è la razionalizzazione del trasporto, in relazione agli orari dei lavoratori, e la creazione di corse pomeridiane ogni 15 minuti. E la speranza - conclude la nota - è che chi ha organizzato il passaggio all’ospedale nuovo, provveda ora a garantire collegamenti efficienti.

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