Proteste
I comitati: «Aru, ma dov’è lo stralcio?»
Delusione per il documento presentato dal sindaco
MASSA. Eccolo qui l’atto di indirizzo del sindaco Alessandro Volpi, che dovrebbe permettere lo stralcio di sei ambiti del nuovo regolamento urbanistico: si tratta della delibera di giunta numero 945, del 16 dicembre 2015, firmata all’unanimità da tutti gli assessori e con il parere favorevole del dirigente di settore.
Cinque punti a cui l’opposizione e i comitati civici anti ARU hanno fatto le pulci. Testualmente: «la giunta ( punto 4 il più importante) è favorevole all’eliminazione degli ambiti, nei limiti e nelle forme consentite dalla normativa e con l’individuazione degli interessi correlati al reperimento degli standard pubblici» . In pratica, il sindaco Volpi e la sua giunta hanno messo nero su bianco che sono favorevoli allo stralcio dei sei ARU, rappresentati dai sei comitati civici di Romagnano, Quercioli, la Rocca, Turano, Castagnola e Lungofrigido. Ma questo lo si sapeva già. L’atto di indirizzo o di impulso, come viene chiamato nella delibera di giunta, ai comitati non basta: sulle pagine Facebook di ogni singolo quartiere il documento viene commentato con amarezza e salutato come “fuffa”.
«Non era quello che il sindaco ci aveva promesso», dicono i comitati, promettendo un documento unitario nelle prossime ore in cui snoccioleranno punto per punto tutte le loro perplessità. Significativo, secondo gli scettici del documento, il parere tecnico firmato dal dirigente che, in un certo senso darebbe però la misura del limite politico con cui questo atto si è presentato alla collettività: « si evidenzia- scrive- che l’eliminazione di ambiti di trasformazione costituisce uno degli esiti possibili derivante dall’esame delle osservazioni e pertanto la proposta risulta ammissibile, ferma la ovvia necessità di valutazione in esito all’esame complessivo di tutte le osservazioni presentate». Tradotto: gli uffici adesso dovranno presentare le osservazioni, con cui non soltanto chiedono lo stralcio dei sei ambiti ma prospettano anche le soluzioni alternative per rientrare con gli standard; successivamente queste osservazioni verranno valutate e dichiarate ammissibili o non ammissibili. In pratica, e qui sta lo scetticismo dei comitati, potrebbe anche accadere che, nonostante le indicazioni della giunta, tecnicamente lo stralcio di tutti o di una parte degli ARU non si possa fare. Insomma: favorevoli allo stralcio sì, politicamente, ma fatto salvo le valutazioni di carattere tecnico. Il rischio, secondo molti, c’è.
Il parere degli Arancioni sull’atto è durissimo: «Delegando tutto alle valutazioni tecniche- dice il consigliere Fabrizio Brizzi- il sindaco si è messo al riparo da critiche successive, perche dirà che la volontà politica c’era, ma che per legge non è stato possibile stralciare tutti quegli ambiti. Noi crediamo che, infatti, non sarà possibile eliminarli tutti senza incappare in problemi seri per l’intero RU. Sarà difficile riuscire a recuperare tutti gli standard presenti nelle sei UTOE, senza inficiare la filosofia dell’intero regolamento; c’è il rischio che sia necessario riadottare il RU, cosa impossibile però perché sono scaduti i termini di legge. Dovremmo addirittura riapprovare il piano strutturale per andare avanti».
Il consigliere di Italia Unica Stefano Caruso si pone un problema di giustizia sociale: «Perché solo sei ARU? Di chi sono figli questi ambiti? Io mi chiedo perché altri ambiti del RU non abbiano avuto lo stesso trattamento e risalto. E cosa accadrà in città se venissero davvero stralciati solo questi? Chi spiegherà agli altri cittadini cosa accadrà, invece, nei quartieri non interessati dalla nascita dei comitati? Anche io sono scettico, in ogni caso, che l’amministrazione possa riuscire ad azzerare gli ambiti senza conseguenze sugli standard e sul RU».
«Passi in avanti nella direzione giusta- scrivono i consiglieri del PD Dell’Ertole, Alberti, Bugliani e il consigliere di Articolo Primo Simone Ortori-; però sappiamo che non è il documento che i comitati si aspettavano. Ci spieghi il sindaco perché non ha fatto le osservazioni di ufficio da lui annunciate. Il messaggio comunque che deve passare è che non possono essere più proposti strumenti così importanti senza una effettiva partecipazione dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
