Italia
Carrarese fallimento più vicino
Raffaele Tartaglia su Youtube annuncia che non ricapitalizzerà: «E non è colpa mia»
CARRARA. Come promesso una settimana fa ieri il presidente Raffaele Tartaglia ha spiegato in maniera dettagliata in un video pubblicato su YouTube la propria posizione e le proprie ragioni sul perché la Carrarese rischia concretamente il fallimento. Perché ormai il rischio di fallimento è più imminente di quanto potesse essere stato solo 24 ore fa almeno a giudicare dalle parole dell'imprenditore romano che detiene - aldilà della presenza del liquidatore - il 70% delle quote e che tra una settimana sarà chiamato a ricapitalizzare assieme al gruppo di Buffon.
Su questo punto Tartaglia è stato inamovibile sulla propria posizione e ha ribadito che lui non è tenuto ad intervenire in quanto, sempre secondo lui, l'accordo tra le parti non sarebbe stato rispettato. Ma a questo punto per la Carrarese si apre uno scenario drammatico perché il socio di maggioranza non pare intenzionato a porre rimedio alla situazione in nessun caso. «Io ho lavorato assieme al mio direttore per costruire una buona squadra spendendo il giusto senza far follie perché facendo follie nel calcio finisce male - spiega Tartaglia nel video - cercando di portare avanti un progetto diverso fatto di entusiasmo, di passione, di gruppo, di insegnamento da parte dei calciatori più grandi nei confronti del calciatori più giovani».
Fin qui il progetto dell'imprenditore romano che però adesso rischia di affossarsi e affossare con lui la Carrarese a causa dei noti problemi tra i soci. E Tartaglia nel video spiega anche quali sono i punti che secondo lui non sono stati rispettati dall'altra parte. Questioni che sicuramente finiranno in tribunale e di cui è difficile dar conto senza aver una chiara visione dei documenti su cui peraltro dovrebbe esserci la riservatezza del caso. Sta di fatto che se si sperava che le posizioni si ammorbidissero in queste delicate settimane e che si potesse arrivare ad un qualche accordo per evitare il baratro del fallimento ora sembra chiaro che le speranze si sono ridotte a poco o niente. Tartaglia non ha fatto mancare neanche dure accuse al sindaco Angelo Zubbani:«Lei è intervenuto due volte, abbiamo fatto zero punti. Spero non si faccia più vedere allo stadio a parlare con la squadra».
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.12595642:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2015/12/10/news/carrarese-nominato-il-liquidatore-1.12595642]]
Ma aldilà dei toni accesi dell'imprenditore romano a far temere per le sorti della Carrarese è il concetto di base ribadito più volte. «Non riesco a portar avanti la squadra ma non perché Tartaglia ha deciso di non investire soldi. Io nella mia vita faccio impresa, investo in cose solide, in edifici. Io costruisco case per le persone. Il problema non è investire denaro, il problema è non sprecarlo il denaro». Poi rincara la dose:«Se Tartaglia è cattivo l'ho detto l'11 novembre mi tiro via, non ho problemi. Non mi si può accusare di non mettere mano al portafoglio per pagare i debiti degli altri». In conclusione Tartaglia è chiaro e facendo riferimento ad un incontro pubblico con l'altro socio spiega:«E allora è giusto che la società sia in mano al tribunale, è giusto che la società sia in mano ad un liquidatore che deve accertare di chi è la responsabilità. E se la società è nelle condizioni in cui l'ho trovata e se ho ragione è giusto che la società finisca ma la colpa non è la mia».
Al di là delle questioni e delle diatribe con i soci, ora a rischiare seriamente è la cancellazione non solo di 107 anni di storia societaria ma l'esistenza del calcio professionistico a Carrara. E purtroppo pare evidente che questa volta la "ragion cittadina" del bene "supremo" della Carrarese possa seriamente non bastare per salvare il calcio a Carrara.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
