Il dolore
«Tir in centro? Chiudiamo le cave del Sagro»
Legambiente e M5S contro la proposta della Provincia: vicenda simbolo dell’arroganza della Walton
CARRARA. «Il Comune di Carrara respinga la richiesta della Provincia di far passare le scaglie provenienti dal Sagro dal centro città e anzi, neghi l'accesso anche ai camion dei blocchi: perché le cave di quel bacino, meritano solo la chiusura definitiva».
Legambiente Carrara interviene così sul caso del ritorno dei camion in città e definisce la vicenda «una sintesi esemplare dell’arroganza della società Walton, della totale subalternità della Fillea Cgil alle posizioni padronali, dell’abdicazione del Parco dai suoi fini istituzionali e del servilismo degli enti locali, ovvero Provincia e Comuni di Fivizzano e di Carrara».
Un dibattito, quello del possibile ritorno dei camion delle scaglie del Sagro in centro città, che ha già creato un caso in commissione consiliare. E, soprattutto, una ipotesi che non piace a commercianti e residenti della zona della Lugnola, già in passato alle prese con i camion del marmo e le polveri.
La Walton, la società titolare dell'autorizzazione all'escavazione nel bacino del Sagro, «ha presentato nel 2014 un piano di coltivazione nel quale si impegnava a trasportare (le scaglie) a valle, pur sapendo bene che non avrebbe potuto farlo» mentre, il Parco e il comune di Fivizzano, secondo Legambiente, «hanno rilasciato l’autorizzazione fingendo di credere alle dichiarazioni della Walton».
Ma l'associazione ambientalista se la prende anche con la Fillea Cgil accusandola di chiedere «deroghe alla Provincia e al Comune di Carrara, affinché consentano il transito ai camion in barba ai divieti».
Quanto poi agli enti locali Legambiente salva solo il comune di Fosdinovo e boccia nell'ordine, la Provincia, rea di aver taciuto «completamente sull’inidoneità della viabilità che la Walton dichiarava di utilizzare, per quanto sancita da un’ordinanza della Provincia stessa», il comune di Fivizzano, colpevole di aver «promosso, autorizzato e tollerato l’immane scempio delle cave ai piedi del Sagro» e anche quello di Carrara, che ha acconsentito «al transito dei camion dei blocchi dal Sagro e tollerato il conseguente dissesto della strada di Campocecina».
Insomma scrive l'associazione, «dopo l’immane sforzo economico della strada dei marmi» la risposta deve essere negativa e le cave del Sagro «meritano solo la chiusura definitiva».
E proprio a favore della dismissione di quelle attività si era espresso durante la seduta congiunta delle tre commissioni, Francesco De Pasquale (M5S) che oggi torna sull'argomento rispolverando le carte della “guerra delle polveri”: il consigliere grillino ricorda che «una sentenza del 24/4/2008 impone al sindaco che “vieti il passaggio nel centro abitato dei mezzi che non siano transitati per l’impianto di lavaggio”».
Secondo i dati di Fillea Cgil, le due cave del Sagro darebbero occupazione a 45 persone: «sicuramente - replica polemico il consigliere grillino - se contiamo anche panettieri, baristi, barbieri, fruttivendoli in cui si servono i 4 cavatori che ci lavorano».
L'ultimo attacco però De Pasquale lo riserva a un collega di maggioranza: «Sarà un caso - si interroga - che una delle ditte di escavazione sul Sagro è di un consigliere comunale di Carrara che siede anche nel consiglio provinciale?» si interroga provocatoriamente l'esponente pentastellato, alludendo a Lucio Boggi del Pd.
Insomma una polemica che sembra ben lontana dall’essere conclusa. Un dibattito aperto e una presa di posizione netta, quella di Legambiente e Movimento 5 Stelle, per la chiusura delle cave del Sagro.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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