La manifestazione
Stalking al datore di lavoro, pena ridotta
CARRARA. Antonia Aracri, giudice per l’udienza preliminare, aveva condannato Giuliano Sparavelli a 4 anni e 8 mesi per porto d’armi abusivo, danneggiamento, stalking e lesioni aggravate a carico del...
CARRARA. Antonia Aracri, giudice per l’udienza preliminare, aveva condannato Giuliano Sparavelli a 4 anni e 8 mesi per porto d’armi abusivo, danneggiamento, stalking e lesioni aggravate a carico del suo ex datore di lavoro, “colpevole” di averlo licenziato. La procura gli contestava in realtà anche il tentato omicidio, ma per il gip la condotta omicidiaria - così ha sempre sostenuto anche l’avvocato difensore Giuseppe Del Papa - non si rilevava, la volontà di uccidere non c’era stata: la Aracri quindi aveva derubricato il reato in tentate lesioni. Risultato: una condanna più “lieve” contro cui, comunque, la difesa ha deciso di ricorrere in appello.
E martedì è arrivata la sentenza di secondo grado con la riduzione della pena da 4 anni e 8 mesi a 4 anni. Questo perché dopo la derubricazione del tentato omicidio in lesioni aggravate, l’avvocato Del Papa è riuscito a dimostrare che le lesioni contestate rientravano già a pieno titolo in un altro capo d’imputazione delineato dall’accusa: quello di stalking. Le lesioni sarebbero, insomma, elemento costitutivo del reato di stalking, non identificabili invece come reato autonomo.
Ecco quindi la sentenza con una riduzione di pena pari ad otto mesi per Giuliano Sparavelli.
(c.s.)
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