Sicurezza
Assindustria choc: a Villa Ceci era meglio l’asfalto
Per gli imprenditori la pista sarebbe stata comunque provvisoria La Cna con gli abitanti del viale: chiudiamo subito quella strada
CARRARA. Polveri e camion di nuovo nel mirino. Questa volta quelli nell’area di villa Ceci, alla vigilia del sit-in di oggi (17 dicembre) lungo il viale XX Settembre. Gli industriali dicono la loro: asfaltare la strada avrebbe evitato i disagi. Cna invece è per una soluzione drastica: chiudere la strada.
Assindustria: sbagliato non asfaltare la strada. «La pazienza e la tolleranza per il protrarsi dello stato di precarietà nelle vie di accesso al polo produttivo di via Argine Destro stanno lasciando campo all'insofferenza e alla protesta. È più che comprensibile, dunque, l'esasperazione che spinge residenti e imprese a ripetuti solleciti verso le amministrazioni pubbliche per accelerare i lavori di messa in sicurezza del Carrione ma insieme alla rabbia ci vuole anche buon senso - si legge nella nota di Assindustria - Sul fronte delle polveri, per esempio, ci sono state pressioni perché non fosse asfaltata la pista (che non taglia affatto l'area di Villa Ceci dato che scorre parallela all'autostrada) per il timore che potesse diventare una nuova strada comunale; ora tutti dovrebbero aver chiaro che un manto di asfalto avrebbe mitigato notevolmente i disagi del traffico e che una maggiore flessibilità negli accessi ai mezzi privati avrebbe ridotto i rischi per il traffico oggi costretto ad attraversare Marina. Il tutto senza pregiudicare la rimozione della pista a lavori terminati».
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«Lo stesso buon senso deve guidare le politiche a medio termine di questa area nella quale si intrecciano molti disegni, in parte decisamente ambiziosi - prosegue la nota - le imprese della trasformazione del marmo ritengono che con una adeguata viabilità possano coesistere sicurezza, aree verdi e attività industriali. Se invece si ritiene che queste ultime, che si sono insediate in una zona esplicitamente vocata dai regolamenti urbanistici alle attività industriali e che sono decisamente meno impattanti della sovrastante autostrada (che nessuno, crediamo, pensa di far passare da altra parte), siano incompatibili con il rispetto del verde di Villa Ceci allora bisogna costruire le condizioni per incentivare la loro ri-localizzazione, individuando aree adeguate, in luoghi sicuri, e mettendo a disposizione le leve finanziarie senza le quali nessuna impresa si trasferirebbe».
«Crediamo che in ogni caso non debba essere messa in discussione l'importanza, in termini economici e occupazionali, del comparto delle aziende lapidee che opera lungo l'argine destro del Carrione e siamo convinti, che a distanza di quasi 14 mesi dai tragici eventi, sia le aziende che i residenti vorrebbero sentire più vicine e attente amministrazioni locali».
Cna: chiudiamo la strada a Villa Ceci. «Sono d'accordo con chi protesta. Sono d'accordo con il comitato. Chiudetela». È la presa di posizione di Massimo Ricci, presidente Cna Fita di Massa Carrara in seguito ai disagi provocati dalla pista-strada di Villa Ceci ai residenti e all'annunciato presidio programmato per oggi all'ingresso lato viale XX Settembre. Gli autotrasportatori di Cna si erano già schierati a fianco dei residenti. «Chiudetela - spiega Ricci - Hanno ragione i cittadini. Sono passati 13 mesi e l'amministrazione non è stata ancora in grado di fornire una risposta adeguata in merito. Il problema è, purtroppo, a monte: in tutti questi anni non si è pensato ad uno sviluppo del territorio omogeneo. Si è costruito abitazioni in mezzo alle segherie ed oggi ci troviamo ad affrontare proteste quotidiane di cittadini che, giustamente, fanno presente il disagio che sono costretti a vivere. Prendete Via Melara: ci sono segherie che operano lì da 50 anni». Cna è favorevole ad una chiusura della strada che avrebbe dovuto essere provvisoria in attesa dei lavori: «i problemi di oggi sono figli di scelte sbagliate di ieri».
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