Il Tirreno

Allarme cattivi odori su tutta la costa. Arpat: è il Cermec

Melania Carnevali
Allarme cattivi odori su tutta la costa. Arpat: è il Cermec

L’Agenzia: anomalia nel sistema di biofiltrazione. Partita la segnalazione alle autorità giudiziarie

4 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Un odore acre “aleggia” sulla costa: dalla Partaccia ai Ronchi e dalla riva del mare fino su su all’altezza di via Carducci, arrivano, sempre più spesso, ventate di fetore. Chi è della provincia, lo conosce bene, quel puzzo, abituato a sentirlo da sempre nella zona industriale: è l’odore “di Cermec”, l’impianto di trattamento di rifiuti in via Dorsale che, per gli abitanti della zona, ha sempre anticipato in bello e il cattivo tempo: “C’è puzzo, domani piove”, “Non si sente niente, domani è bello”.

Ma mai, come negli ultimi mesi, l’odore era arrivato tanto lontano. E mai, come negli ultimi mesi, era stato continuativo. Adesso lo è. Dalla scora estate il fetore di rifiuti arriva fino ai Ronchi, soprattutto la sera.

A segnarlo, sia a Il Tirreno che ai vari organi e enti competenti (Arpat, Asl, Comune di Massa, Provincia e anche Prefettura) è una residente di via San Giuseppe vecchio, a Marina di Massa (che preferisce non essere citata sul giornale), che dopo mesi di odori nauseabondi sotto casa ha deciso, forse l’unica nel territorio (almeno negli ultimi anni), di sollevare il tema. «Ho un figlio e ho il diritto di sapere se questi odori sono pericolosi - spiega a Il Tirreno - Non è possibile vivere costantemente con il mal di testa e la nausea, senza peraltro sapere perché. Ho sentito anche altre mamme che si lamentavano del puzzo da Bondano fino quasi ai Ronchi. Ci domandiamo cosa stiano trattando là dentro».

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.12635564:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2015/12/17/news/al-processo-la-regione-e-parte-civile-1.12635564]]

A confermare che quegli odori arrivano proprio dal Cermec è Arpa Toscana, la quale comunica che dipende, appunto, da una «anomalia» del biofiltro (sistema progettato per l’abbattimento dei cattivi odori che si propagano da impianti di depurazione acque, di compostaggio, impianti industriali ecc, degradando le sostanze maleodoranti in composti inodori, ndr). E che il problema doveva essere già risolto entro novembre. Cosa non avvenuta, motivo per cui Arpat, dopo uno dei controlli nell’impianto, ha segnalato il fatto alle autorità giudiziarie.

Ma andiamo con ordine. «Nel periodo estivo erano concentrate soprattutto nelle prime ore del giorno, in condizioni di bel tempo, senza vento dominante- racconta la donna - A settembre ho iniziato le segnalazioni, prima ho contattato il dottor Guidi del settore protezione civile del Comune di Massa che ha inoltrato la segnalazione al dottor Fialdini e all’Arpat. Poi ho contattato io stessa Arpat. Alla seconda chiamata di segnalazione sono venuti a fare il sopralluogo che non ha portato a nulla perché».

Tuttavia, con la sola descrizione del tipo di odore, i tecnici di Arpat hanno potuto collegare gli odori al Cermec. «Cermec da qualche mese - si legge nel verbale di sopralluogo del 23 novembre, scritto a mano - ha in manutenzione il biofiltro per la sostituzione del letto filtrante e, seppur siano state messe in atto azioni mirate a mitigare il fenomeno il (illeggibile) maolfattivo si presenta in diverse zone a seconda delle condizioni meteorologiche».

E si arriva, più o meno a oggi. Cermec avrebbe dovuto terminare i lavori di sostituzione del letto filtrante del biofiltro entro novembre. E invece, a fine novembre, non li aveva ancora iniziati.

Lo rivela Arpat durante uno dei suoi controlli di routine. «Cermec è uno degli impianti che controlliamo di più - spiega la responsabile per la provincia di Arpat, Gigliola Ciacchini - rientrando nella gestione Aia, cioè in condizioni diverse dal normale funzionamento (la società è in concordato preventivo, ndr). E solo nell’ultimo mese ne abbiamo fatti due, di controlli».

Violata la prescrizione (l’obbligo di terminare i lavori entro novembre), sono partite le segnalazioni verso le autorità giudiziarie.

Dalla società nessuno vuole rilasciare dichiarazioni, ma dal rapporto che ha inviato a Regione Toscana, Provincia e Arpat, emerge che i lavori di manutenzione ordinario del biofiltro sono partiti il 2 dicembre e termineranno «presumibilmente» il 16 gennaio.

I ritardi secondo Cermec sarebbe dovuti alla particolare situazione economica in cui riversa la società e al particolare intervento. «Va rilevato - si legge infatti nel rapporto - come le attività, stante la collocazione del biofiltro, sono condotte in quota, con i conseguenti impatti organizzativi e gestionali. Ulteriore considerazione deve essere fatta rispetto allo slittamento dei tempi di avvio delle attività indicati nelle precedenti comunicazioni. Cermec, come società interamente pubblica, è soggetta alle norme del codice dei contratti e la particolare situazione economico-finanziaria conseguente alla procedura concordataria richiede procedure ulteriormente onerose sotto il profilo della tempistica, per garantire un efficace sistema di controllo. In virtù di tutte tali circostanze, dunque, l’individuazione del fornitore che offrisse adeguati requisiti tecnici e organizzativi e la garanzia del prezzo economicamente più basso, ha dunque comportato più tempo rispetto a quanto preventivamente ipotizzato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa