Trasporti
Al processo la Regione è parte civile
Aveva dato oltre 4 milioni di euro per la realizzazione di un impianto
MASSA. La Regione Toscana si fa avanti, decide di costituirsi parte civile perché, per la realizzazione di quell’impianto innovativo che avrebbe dovuto trasformare i rifiuti in bricchette da altoforno, ha tirato fuori i soldi. Parecchi soldi: 4 milioni e mezzo, ma l’impianto non è mai stato operativo, nonostante i costi lievitati da 16 a 23 milioni di euro. Risultato: in terra apuana il ciclo dei rifiuti non si chiude.
Sulla complessa vicenda la procura ha aperto un’inchiesta, sfociata in un processo: quindici gli imputati alla sbarra tra imprenditori, ex amministratori e professionisti. Il processo nasce da un’indagine condotta dai Noe e coordinata dal pubblico ministero Rossella Soffio. Al centro della vicenda un giro di fatturazioni - false secondo gli inquirenti - tra Cermec (la società pubblica di smaltimento rifiuti)e Delca, fornitrice del Cermec e sua socia nell’impianto di brichettaggio Erre Erre, impianto i cui costi - ipotizza la procura - sarebbero stati gonfiati per ottenere maggiori finanziamenti dalla comunità europea. I reati contestati vanno dalla corruzione alla truffa, dall’abuso in atti d’ufficio al falso.
Il processo si è aperto nel maggio del 2014 con il primo rinvio per errori di notifica e il dibattimento procede a rilento: ieri mattina una nuova udienza e un nuovo rinvio, al 13 gennaio, per l’assenza di un legale. Certo è che la Regione si è costituita parte civile, seguendo l’esempio dei Comuni di Massa e Carrara, entrambi soci del Cermec. Del resto la società naviga in cattive acque: è in concordato preventivo, costretta a fare i conti con i debiti. E i due Comuni soci, per evitare il collasso, hanno definito un piano di ricapitalizzazione che li ha costretti - e li costringe -a mettersi le mani in tasca.
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Hanno, quindi, deciso, rappresentati entrambi dall’avvocato Dino Del Giudice, di costituirsi parte civile (contro 15 dei 16 imputati) ritenendo di aver subito un danno di immagine per l’entità dello scandalo, patrimoniale per gli esborsi necessari per garantire il servizio e salvare la società e ambientale per non aver visto chiudersi in provincia il fatidico ciclo dei rifiuti. La Regione si affianca quindi ai due Comuni e allo stesso Cermec: la società di smaltimento, infatti, è stata la prima, ritenendosi danneggiata, a costituirsi parte civile a processo.
La prossima udienza, dicevamo, è fissata per il 13 gennaio: sfileranno i testimoni del pubblico ministero, tra cui l’ex sindaco Roberto Pucci chiamato a ricostruire le fasi in cui la sua amministrazione si rese conto che al Cermec qualcosa davvero non andava.
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