Il Tirreno

la solidarietÀ

4.000 euro in memoria di Pablo

 4.000 euro in memoria di Pablo

Raccolta fondi in ricordo del ragazzo, andranno ai bimbi del Centrafrica

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AULLA. La morte di Pablo Andres Giuliotti, deceduto il 10 novembre scroso, lasciò attonita l'intera comunità aullese. Il ventisettenne fu stroncato da un'encefalite all'ospedale di Carrara, dove era ricoverato. Subito dopo le esequie si scatenò una vera e propria gara di solidarietà in ricordo dello sfortunato giovane. Infatti, sono stati raccolti contributi in denaro da parte di tutti coloro che vogliono ricordare il ragazzo venuto dal Cile, visto che era stato adottato da bambino, e ora le famiglie Giuliotti e Rosaia insieme a Serena, la ragazza di Pablo, ringraziano tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta di fondi in suo ricordo.

La somma raccolta di 3.950 euro è stata devoluta all'ospedale per bambini malnutriti di Maigarò nella Repubblica Centrafricana, gestito dalle suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore di Gemona, e contribuirà a regalare un futuro migliore a tanti bambini. Quello stesso futuro che Pablo aveva trovato in Italia, ma che si è interrotto a causa di una malattia che non gli ha dato scampo. Ricordiamo che, in occasione dei funerali nell'abbazia aullese di San Caprasio, ci fu un autentico abbraccio collettivo segnato dalla presenza dei più giovani, i tanti amici del “Gigante buono”, ragazzo estroverso e allegro, come fu ribattezzato Pablo sui social network, e dai tanti arrivati da quartiere Gobetti, conosciuto anche come Surrogati, dove Pablo viveva con i genitori adottivi: Giorgio Giuliotti, titolare di un avviato negozio di ferramenta su via Nazionale, e Marilena Rosaia, dipendente del Comune di Aulla. Più di 500 persone la cui commozione l'abbazia di San Caprasio, stipata in ogni angolo, non riuscì a contenere per intero, visto che parecchi presero posto per strada. Inoltre, in ossequio alla proclamazione del lutto cittadino, diverse attività commerciali aullesi avevano sulla saracinesca l'avviso che avrebbero aperto al termine della cerimonia funebre. Un abbraccio che più stretto non si potè per la famiglia del 27enne, che ora fa il tifo per i propri compagni di squadra di pallavolo da lassù.

Gianluca Uberti

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