Il Tirreno

Massa, modifiche alle Aru: il Pd stoppa Volpi

Manuela D’Angelo
Massa, modifiche alle Aru: il Pd stoppa Volpi

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MASSA. Rimandata la decisione sui sei ARU, che il sindaco di Massa Alessandro Volpi ha promesso di stralciare, attraverso l’atto di indirizzo della sua amministrazione. Lunedì mattina (14 dicembre), si doveva dare mandato agli uffici comunali di confezionare osservazioni ad hoc che prevedessero lo stralcio di sei Aru del regolamento urbanistico; il sindaco aveva convocato la sua giunta per redigere l’atto di indirizzo e poi inviarlo nel pomeriggio alla commissione urbanistica, ma tutto è saltato. Queste tempistiche, tra l’altro, erano state dettate dallo stesso sindaco la scorsa settimana quando, proprio in commissione, erano stati invitati i comitati anti Aru, Quercioli, la Rocca, Turano, Castagnola, Romagnano e LungoFrigido e dove, assediato e sommerso dalle polemiche, il sindaco Volpi aveva garantito che l’atto di indirizzo era praticamente pronto e che sarebbe stato reso pubblico all’inizio di questa settimana.

I comitati si sono nuovamente fidati, d’altro canto il sindaco ha promesso in più di una sede lo stralcio dei sei Aru, attraverso le osservazioni dell’amministrazione. Però, neanche questa volta è andato tutto liscio come il sindaco si aspettava: lunedì mattina la giunta neanche si riunisce, il Pd blocca l’accordo sull’atto di indirizzo anti Aru e Volpi è costretto ad aggiornare tutto al giorno dopo, sperando che le acque si calmino.

Il Pd aveva dato segnali di nervosismo già sabato scorso, inviando a chi di dovere un documento durissimo, a firma di sei consiglieri, Sabrina Bertelloni, Eleonora Biancolini, la capogruppo Elena Fruzzetti, Thomas Lazzarotti, Fabrizio Panesi e Giorgio Raffi. In questo documento, lo zoccolo duro del Pd parla di «un continuo rimpallo di responsabilità e di colpe che non fanno chiarezza su un quadro politico locale confuso»; rincara la dose poi adducendo ad «una agenda dettagliata di temi da affrontare e obiettivi condivisi da portare a termine, che ad oggi è ancora nel limbo», fino ad arrivare a chiedere una verifica della maggioranza in consiglio: «Rivendichiamo- scrivono i consiglieri- che sia data la giusta competenza al consiglio comunale, si porti l’accordo in consiglio e su questo si verifichi la tenuta della maggioranza e delle forze politiche».

Il passaggio politico che riguarda, poi, il regolamento urbanistico e la possibilità di stralciare gli ARU è significativo della mancanza di intesa: «sui vari ARU- scrivono i sei del PD- ed in particolare sull’area dei Quercioli, pretendiamo che l’amministrazione metta a conoscenza i consiglieri di cosa stia facendo o di cosa abbia già fatto l’amministrazione, prima delle scadenza della data di presentazione delle osservazioni».

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Qualche domanda sorge spontanea: il Pd sapeva che il sindaco voleva rivedere gli Aru? Era d’accordo con l’operazione? Forse solo in parte? L’impressione è che i problemi interno al partito stiano condizionando non poco l’azione amministrativa. «Abbiamo dimostrato pazienza e fiducia- lo avvertono i sei consiglieri del Pd- ; non abbiamo cavalcato facili onde di protesta ma abbiamo subìto insulti e facili ironie pur di rendere agibile il percorso dell’amministrazione. Ora che abbiamo letto sui giornali che il sindaco ha promesso ai comitati che l’amministrazione presenterà le proprie osservazioni pretendiamo questa volta di conoscere prima e bene cosa ha in mente». E forse, dopo aver conosciuto le intenzioni del primo cittadino, il Pd ha fatto saltare l’accordo sull’atto di indirizzo. Bisognerà vedere se la querelle è solo sul metodo seguito (la scarsa informazione preventiva ai consiglieri) o se abbraccerà anche il merito, ovvero il contenuto delle linee di indirizzo sulla revisione annunciata degli ambiti.

Che l’adozione del regolamento urbanistico, atteso da 35 anni, potesse far discutere era ovvio, vista l’importanza dei temi; che si arrivasse però a toni così alti di scontro, all’interno della maggioranza, non era preventivato. I cittadini hanno chiesto comunque modifiche sostanziali; il sindaco si è detto disposto ad accettarle. Che i chiarimenti interni alla maggioranza siano dunque rapidi e chiara e univoca la risposta.

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