Il Tirreno

Il detenuto resta in cella, salta processo

Il detenuto resta in cella, salta processo

L’uomo doveva essere accompagnato in aula dalla polizia penitenziaria. La rabbia dei testimoni

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MASSA. Gli agenti non hanno portato l’imputato in aula e quindi il processo è saltato. L’uomo, detenuto per un altro motivo, doveva presentarsi in tribunale perché accusato di stalking all’ex convivente. Invece un disguido nell’organizzazione del trasferimento dal carcere ha fatto slittare i racconti dei testimoni convocati per raccontare quello che avevano visto. Indispettendo chi aveva perso una mattinata per afre il proprio dovere. Saranno riconvocati per il 24 maggio del 2016.

La storia è simile a molte altre, ma ugualmente atroce per chi l’ha subita. I conviventi prima vanno d’amore e d’accordo, nonostante il carattere decisamente iroso di lui, poi la loro unione si interrompe bruscamente per volere di lei. L’uomo, un quarantenne, non ne vuole sapere di sparire dalla vita e così comincia a tempestare di messaggi la ex. Sms, whatsapp, telefonate. Tutte con chiaro tono intimidatorio, quando la risposta non era quella desiderata, quando cioè la donna chiedeva di essere lasciata in pace. Una prima denuncia, poi un’altra. Insomma c’era il timore che potesse succedere qualcosa di brutto e così era stato deciso di non permettere al quarantenne di avvicinarsi né alla convivente e neppure ai luoghi che frequentava. Nel frattempo è arrivata la richiesta di arresto per un episodio che non ha nulla a che fare con la storia d’amore che si è interrotta. La donna non c’entra nulla.

Per questo servivano gli agenti penitenziari per portarlo in tribunale ieri mattina. Un nulla di fatto che ha fatto arrabbiare più di una persona.

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