La manifestazione
Regolamento urbanistico, a rischio tre immobili della Provincia
Nel piano è prevista la demolizione di una villa e dell’ex caserma
MASSA. Decine e decine di osservazioni , richieste di modifiche insomma, al regolamento urbanistico (R.U.) stanno pervenendo agli uffici comunali di Massa: le più temute, naturalmente, non sono quelle dei privati, ma sono quelle degli enti pubblici che, in questi mesi, hanno letto attentamente il R.U di Massa e hanno scoperto numerose cose interessanti.
Ad esempio, la Provincia di Massa Carrara è costretta ad osservare il progetto previsto in via Marina Vecchia ( AREC 4.04), perché prevede di intervenire su tre immobili che non sono di proprietà del comune, ma dell’Ente Provincia. Si tratta della ex caserma dei Vigili del Fuoco, della villa ottocentesca ex sede del Provveditorato e dell’attuale sede del Cim della ASL 1. Può sembrare paradossale, ma il RU prevede che questi tre immobili debbano essere buttati giù, in parte, e ricostruiti per la realizzazione di un parcheggio e di un centro direzionale.
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Ci possiamo immaginare che la Provincia abbia osservato: «tutto bene, per carità, peccato che quegli immobili sono i miei», considerando che, tra l’altro, l’ente ha già in mente cosa farne in futuro. La villa, ristrutturata durante l’amministrazione di Osvaldo Angeli, è all’asta, nel campo dell’alienazione dei beni immobili e sulla caserma la Regione Toscana avrebbe puntato per il trasferimento degli uffici del Pubblico Impiego, quando anche queste competenze passeranno dalla provincia alla Regione. Chissà, poi, se il comune di Massa si è posto il problema di dove trasferire il Cim, qualora il suo progetto andasse in porto.
Inutile parlarne, visto che quegli immobili non si toccano. L’area interessata è quella posta al limite del centro città, in via Marina Vecchia; nel nuovo R.U viene previsto il cambio di destinazione d'uso degli immobili esistenti e la realizzazione di un parcheggio pubblico per il quartiere su 1765 mq, 1979 mq di recupero commerciale e direzionale e 2000 mq di recupero residenziale, con 38 unità immobiliari . Per fare tutto questo, dai mappali si evince che dovranno essere rase al suolo le tre strutture di proprietà della Provincia, che ha dunque dovuto osservare il progetto per cercare di rimettere a posto le cose e non avere un danno patrimoniale.
Probabilmente si tratta solo di una svista tecnica, un errore materiale nella schedatura che può essere facilmente e bonariamente risolto, appunto, con lo strumento delle osservazioni. La richiesta è partita e verrà certamente accettata.
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