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Rilascio concessioni, Ricci: «Andremo avanti»

Rilascio concessioni, Ricci: «Andremo avanti»

Il commento dell’imprenditrice dopo la sentenza del Tar: «Il tribunale non dà ragione al Comune»

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CARRARA. «Ma quale vittoria del Comune, il Tar si è limitato a prendere atto che il consiglio comunale ha risposto alla nostra istanza» così Marianna Ricci, della Ricci Ugo & Sergio s.r.l., replica a coloro che hanno accolto come una vittoria del municipio la sentenza emessa il 9 dicembre dal tribunale amministrativo regionale sul ricorso presentato dalla sua famiglia lo scorso settembre. La vicenda è legata all’annosa questione del mancato rilascio della concessione per la cava Venedretta C, lavorata appunto dai Ricci. La famiglia la reclama ormai da metà degli anni ’90, quando si è aperto un contenzioso con un’altra società anch’essa interessata alla lavorazione di quella stessa cava. Ma poiché il municipio non rilascia concessioni da anni, anche la Venedretta C ne è “sprovvista” con conseguente congelamento della querelle tra le due società coinvolte. Per provare a sbloccare questa impasse i Ricci hanno chiamato in causa il consiglio comunale, chiedendo all’assise di pronunciarsi: sono proprio gli eletti a votare il rilascio delle concessioni ma poiché l’organismo presieduto da Luca Ragoni tardava, per così dire, a rispondere, i Ricci hanno presentato ricorso al Tar. Come si legge nella sentenza del 9 dicembre, l’oggetto del ricorso è la «violazione e/o elusione dell’obbligo del consiglio comunale di Carrara di provvedere sulla domanda di rinnovo e/o rilascio della concessione sugli agri marmiferi». E poiché il 19 ottobre, il consiglio comunale ha dato una risposta, rigettando la richiesta di concessione dei Ricci, i motivi del ricorso sono venuti meno. «Il Tar non ha dato ragione al Comune, ma ha dichiarato cessata la materia del contendere perché il consiglio comunale ha risposto. Il nostro era un reclamo sul silenzio ma sulla richiesta di concessione andremo avanti» commenta Marianna Ricci. In effetti nella sentenza si legge che «a seguito della conclusione del procedimento con un provvedimento espresso da parte del consiglio comunale di Carrara, non rimane quindi altro alla sezione che prendere atto della cessazione della materia del contendere sul ricorso avverso il silenzio della p.a. (pubblica amministrazione, ndc) proposto dalle ricorrenti». Sulla vicenda interviene anche Claudia Bienaimè, di Carrara Bene Comune, da sempre in prima fila a fianco dei Ricci: «Il consiglio è stato chiamato in causa perché non ha risposto ai Ricci nei tempi previsti e così si è andati al Tar. Il presidente Luca Ragoni si era impegnato a rispondere entro il 30 giugno così non è stato e i Ricci hanno fatto ricorso. Anzi, uno dei problemi è stato proprio che il presidente non ha avvisato tempestivamente il consiglio!». Anche secondo la Bienaimè, la sentenza di due giorni fa, «non ha a che fare con le concessioni ma piuttosto riguarda il diritto dei cittadini ad avere una risposta quale essa sia». (cch)

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