Il Tirreno

Parte un colpo dal fucile, cacciatore ferito

Parte un colpo dal fucile, cacciatore ferito

Villafranca, inciampa mentre è a caccia e si ferisce gravemente al piede

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VILLAFRANCA. Inciampa mentre è a caccia e dal fucile che imbraccia parte un colpo che lo ferisce gravemente a un piede. È accaduto a un trentacinquenne del posto che era salito nei boschi per cercare selvaggina. Mentre camminava su un sentiero, l'uomo è scivolato oppure ha inciampato su un sasso. Fatto sta che ha perso l’equilibrio e dall’arma è partito un colpo che lo ha centrato all’arto, causandogli una grave ferita.

Dopo aver chiesto soccorso, l’uomo ha raggiunto con i propri mezzi l’ospedale di Pontremoli da cui è stato però trasferito a Firenze presso un centro specializzato negli interventi di ricostruzione. La fucilata gli aveva infatti spappolato alcune dita. Conseguentemente, i sanitari fiorentini lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico e attualmente l’uomo è ancora ricoverato nel capoluogo.

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Ancora incidenti di caccia, dunque, nella zona tra Villafranca e Filattiera. Per fortuna stavolta non è stato così grave come avvenuto il 31 ottobre 2013 quando, nel Filattierese, un uomo perse la vita. Due anni fa, infatti, una fucilata squarciò il silenzio spettrale dell’alba, allo stesso tempo spezzando la vita di un cacciatore, ucciso da uno dei compagni con i quali era partito dall'Alta Versilia per inoltrarsi nei fitti boschi della Lunigiana per sparare alle beccacce.

Claudio Vincenti, per tutti Flavio, imprenditore del marmo di Cardoso nel Comune di Stazzema, morì alcune ore dopo essere stato colpito alla nuca, pare, dall'accidentale colpo partito dal fucile imbracciato da uno dei due compagni di caccia, assieme ai quali era partito prestissimo alla volta dei boschi sopra Vignolo di Lusignana, scelti per una battuta di caccia al volatile, specialità che amava alternare a quella al cinghiale, certamente più difficoltosa ma praticata da tantissimi appassionati.

Un colpo che non gli lasciò scampo, malgrado l'intervento dei sanitari del 118, giunti da Mulazzo e, poco dopo, dell'elisoccorso Pegaso, atterrato in una minuscola radura nell'intricata vegetazione che copre il versante lunigianese dell’Appennino.

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