Il Tirreno

L’accordo di programma non c’è

L’accordo di programma non c’è

Fermo il piano per aiutare l’economia, la Camera di Commercio guida la “rivolta” del territorio apuano

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MASSA CARRARA. Quasi 15mila disoccupati (14.630 quelli registrati a fine 2014) e un trend che prosegue da anni e che nel 2015 non è migliorato. Su 1.000 residenti in età lavorativa, 36 hanno perso un lavoro stabile nei cinque anni fra il 2008 e il 2013: il peggior dato toscano. Una crisi senza fine quella che sta investoeno la provincia di Massa Carrara, una crisi che impone – adesso o mai più – un’accelerazione, uno scatto di orgoglio e di unità, per un territorio impantanato tra ritardi, burocrazia, mancanza di risorse ed il perenne handicap delle aree da bonificare che costituiscono un freno al progetto di riqualificazione e di reindustrializzazione. È per questo che la Camera di Commercio lancia l’allarme-appello per il varo e la messa in marcia di quell'accordo di programma mai sottoscritto che da maggio il territorio aspetta e senza il quale non ci saranno ne interventi, ne risorse per realizzarli.

«Stiamo lavorando - annuncia Dino Sodini, presidente della Camera di Commercio apuana - a un documento unitario, firmato da tutti gli enti, associazioni di categoria, rappresentanti istituzionali del nostro territorio, per riportare al centro dell'attenzione della Regione il progetto di riqualificazione ambientale, sviluppo e reindustrializzazione dell'area della zona industriale partendo dal delicato capitolo della bonifica e di tutti gli interventi previsti dal protocollo d'intesa. È un passaggio fondamentale». All’appello dell'ente camerale ( hanno risposto tutti i principali attori del territorio, dai sindaci di Massa e Carrara, Alessandro Volpi ed Angelo Zubbani, ai consiglieri regionali, Giacomo Bugliani (Pd) e Giacomo Giannarelli (M5S), dalle associazioni Cna, Confartigianato, Assindustria ai deputati apuani tra cui il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri e Andrea Rigoni; alla Provincia di Massa Carrara e al Consorzio Zona Industriale Apuana e all'Autorità Portuale.

Al centro del tavolo, convocato di sabato mattina, i ritardi ed il silenzio che ha prodotto la retrocessione del territorio provinciale da area di crisi “complessa” a “non complessa”, condizione che ha allontanato un paio di investimenti importanti che hanno preferito altri territori, ma anche il sorpasso di Piombino e Livorno nonostante indicatori economici migliori di quelli apuani. «Il territorio pretende chiarezza - spiega Sodini - perché non possiamo permetterci di perdere altro tempo perché di tempo ne abbiamo già perso molto. L'accordo di programma è decisivo se si vuole dare un futuro a questo territorio che sta perdendo pezzo dopo pezzo la sua centralità. Il documento della Camera di Commercio dovrà mostrare i "muscoli della compattezza": «La Regione e il Governo centrale hanno abbassato i riflettori sul nostro territorio. E' un dato di fatto. L'accordo di programma, salutato come la soluzione ai nostri problemi, è ancora nelle intenzioni. Non è mai stato firmato. Ora o mai più. Per la nostra provincia - conclude Sodini - è l'ultima chiamata».

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