Il Tirreno

«Jella è in Lunigiana», caccia all’assassino

«Jella è in Lunigiana», caccia all’assassino

Segnalazione di una ragazza che dice di averlo visto a Villafranca. È accusato di aver ucciso la convivente

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VILLAFRANCA. La segnalazione della donna che ha detto alla trasmissione televisiva Chi l’ha visto? prima e ai carabinieri poi di aver incrociato Mohamed Jella a Villafranca viene ritenuta attendibile dagli inquirenti. Il problema è che al momento non ci sono i riscontri tra quanto racconta la giovane e quanto hanno ripreso le telecamere che si trovano nel punto dove sarebbe avvenuto l’avvistamento. Anche perché l’impianto privato installato in una villetta quel giorno lì non funzionava perché era in manutenzione.

Jella è una persona ritenuta dalle forze dell’ordine pericolosissima. È ritenuto colpevole dell’omicidio di Alessia Della Pia, la donna picchiata brutalmente e uccisa a calci e pugni domenica 6 dicembre a Parma. Secondo una prima ricostruzione il corpo della donna, dopo una violenta lite in casa, sarebbe stato trascinato nell’ascensore e portato fino all’ingresso del palazzo. «E' svenuta. Non respira, ho provato di tutto ma non si riprende», avrebbe riferito l'uomo parlando al telefono con le forze dell'ordine. J La sua versione dei fatti contrasta però con i lividi e le ecchimosi trovate sul corpo della donna. Secondo una prima ricostruzione l'uomo l'avrebbe prima picchiata e poi gettata nella vasca.

Da quella domenica Mohamed non si trova più. E l’unica segnalazione degna di questo nome è quella avvenuta in Lunigiana. Anche se il nordafricano in Lunigiana non aveva alcun tipo di contatto. I carabinieri in attesa di capire se è passato da Villafranca comunque chiedono ai cittadini di chiamare in caso di avvistamento, anche se non sono sicuri che sia proprio la persona ricercata. L’importante è non tentare di fermarlo perché quasi sicuramente armato e soprattutto si sente braccato e quindi potrebbe fare qualunque cosa, anche del male a qualcuno, per continuare la fuga.

La donna che dice di averlo visto è rimasta colpita dalla durezza del suo sguardo e dalla capigliatura: completamente rasato ai lati, in mezzo ha una sorta di cresta che non passa inosservata. O almeno è quello che dicono gli inquirenti. È alto circa un metro e settantadue, dalla corporatura esile,porta un brillantino all’orecchio sinistro e gli mancano parecchi denti.

Su di lui pendeva già da quasi tre mesi un ordine di espulsione. Negli archivi dei giornali locali emiliani il suo nome compare ripetutamente negli ultimi dieci anni legato ad aggressioni, lesioni, detenzione illecita di stupefacenti o rapine. Proprio una condanna per rapina lo aveva portato in carcere a Ferrara, e una volta uscito sarebbe dovuto rientrare in Tunisia, ma questo non è mai avvenuto. I carabinieri hanno la sua foto sul cruscotto delle pattuglia. Gli stanno dando la caccia. E chiedono collaborazione, attenzione però a quello che fate.

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