Il Tirreno

Caso uova a mensa, la frittata del gestore

Chiara Sillicani
Caso uova a mensa, la frittata del gestore

Massa, il Comune conferma: una scatola di prodotto fresco, ma di qualità inferiore a quanto previsto. Verifiche in corso

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MASSA. Il capitolato d’appalto parla chiaro: nelle cucine delle scuole possono finire soltanto uova di categoria A1. Vale a dire: fresche e da galline allevate all’aperto. In un frigorifero, invece, compare una scatola con 30 uova di categoria A3. Fresche sì, ma da allevamento in gabbia. A scovarle è la commissione mensa del plesso che informa gli uffici comunali competenti e attiva le procedure per la contestazione al gestore. La questione finisce pure all’attenzione del consiglio comunale perché su mense e difformità nelle forniture firmano un’interpellanza urgente le consigliere arancioni Gabriella Gabrielli e Carmen Menchini.

L’amministrazione non si nasconde dietro un dito e ammette che l’errore c’è stato: in un frigorifero sono finite 30 uova di categoria inferiore rispetto a quella prevista dal capitolato d’appalto. Nessun problema di natura igienico sanitaria - puntualizza via Porta Fabbrica - ma certo un’inadempienza contrattuale. Insomma - e Palazzo civico lo ribadisce - le uova non erano nè scadute, nè avariate, ma di categoria commerciale inferiore rispetto a quelle che il gestore dovrebbe fornire alle cucine scolastiche.

In ogni caso le 30 uova nel padellino non sono mai state rotte, i bambini - parola dell’amministrazione - non le hanno mangiate perché, scattata la segnalazione della commissione mensa, il Comune ne ha vietato l’utilizzo e ha imposto al gestore (Gazzoli snc) di sostituirle.

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Palazzo civico ha, quindi, attivato tutte le procedure per verificare se si tratti di un caso isolato o se altre uova di categoria A3 siano arrivate nelle cucine - o sui fornelli - delle scuole. Si tratta di capire se, magari per un errore, tra le decine di scatole di uova da allevamento all’aperto, sia casualmente finita una scatola da allevamento in gabbia. O se un’intera fornitura sia difforme dalle previsioni del capitolato.

Il caso “uova” riapre comunque il dibattito sulle mense con decine di genitori che sui social passano in rassegna prodotti e cucine. E al primo posto nella lista delle cose che non vanno ci sono i menù: in particolare - questa la contestazione di mamme e papà - in alcuni casi il gestore li avrebbe cambiati arbitrariamente. E su quei cambiamenti il Comune avrebbe già sollevato un paio di contestazioni.

«Spesso - spiega - l’amministrazione - sono gli stessi genitori a chiedere delle modifiche al pasto, con lo scopo di renderlo ancor più gradevole ai bimbi, ma per l’inserimento di nuovi prodotti è comunque necessaria una comunicazione a cui deve far seguito l’avallo dell’azienda sanitaria».

Una contestazione formale sulle uova, invece, ancora non c’è perché -dicevamo - sono in corso le verifiche: ieri mattina il Comune ha passato al setaccio tutte le cucine e non ha riscontrato alcuna difformità. Adesso sta accertando se siano arrivate altre uova non conformi e se eventualmente siano state consumate. Solo, a dati certi, provvederà alla eventuale contestazione.

L’amministrazione ci tiene, però, a sottolineare che se le fatidiche 30 uova sono state individuate è perché il sistema di accertamento funziona: «Ai controlli fatti da Asl e all’autocontrollo cui è tenuto per legge il fornitore, per la prima volta abbiamo attivato un sistema di verifiche fatte da personale interno.Inoltre - spiega Mauro Fiori, con delega all’istruzione - l’applicazione integrale del regolamento, con l’istituzione di una commissione per ogni mensa, permette di avere nuclei di genitori e insegnanti che effettuano verifiche in ogni plesso. L’amministrazione spiega di aver incontrato ogni commissione, di aver chiarito competenze e le modalità di intervento e messo a disposizione modulistica e recapiti utili: «È sbagliato affermare - e il riferimento è all’interpellanza - che le commissioni mensa non funzionano. È vero esattamente il contrario». Perché è stata proprio una commissione a “scovare” le 30 uova.

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