Il dolore
«Argine del Magra, a rischio i lavori»
Aulla, allarme di 5 Stelle e Forza Italia: la Regione ha tagliato i fondi. Ma il sindaco assicura: le opere si faranno eccome
AULLA. È allarme, sia da parte del Movimento 5 Stelle che di Forza Italia, sul completamento dell’argine sulla sponda sinistra del fiume Magra a protezione dell’abitato di Aulla, argine attorno al quale i lavori stanno proseguendo a buon ritmo e il cui compito futuro dovrebbe essere di evitare una catastrofe analoga a quella provocata dall'alluvione del 25 ottobre 2011. Però, il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, interpellata in proposito, smentisce con decisione che il completamento dell’argine sia a rischio.
Ma andiamo con ordine e iniziamo dai consiglieri regionali del M5S, secondo i quali saremmo di fronte «ll’ultimo taglio da parte della giunta regionale targata Partito Democratico in merito alla prevenzione del rischio alluvioni», ovvero la cancellazione dal Programma triennale delle opere pubbliche 2016/2018 del secondo e terzo lotto dell’intervento di adeguamento del muro d’argine in sinistra idraulica del fiume Magra.
«Rossi e il Pd - scrivono i consiglieri regionali pentastellati Andrea Quartini, Enrico Cantone, Gabriele Bianchi, Giacomo Gianarelli e Irene Galletti - tagliano i 3 milioni e 900.000 euro necessari ad ultimare l’adeguamento del muro d’argine del fiume Magra, nel tratto tra le confluenze con i torrenti Taverone e Aulella. La scelta è ancor più grave se si calcola che l’opera conclusa col primo lotto di lavori potrebbe essere vanificata con la prima piena, purtroppo non inconsueta in quel territorio. Al netto delle roboanti dichiarazioni di Rossi nel Documento Economico Finanziario, dove si definisce la prevenzione del rischio idrogeologico “ambito di intervento prioritario”, i conti dicono altro: il 50% degli investimenti regionali se ne va in grandi opere, inutili e spesso complici del rischio ambientale e sanitario, mentre si tagliano i piccoli, fondamentali, interventi di manutenzione quali i lotti 2 e 3 per il fiume Magra. Proporremo un emendamento per invertire questa deriva - conclude il gruppo consiliare in Regione Toscana del M5S - e auspichiamo di avere il sostegno a riguardo da parte dei consiglieri del Pd, finora non pervenuti sull’argomento, nonostante le sollecitazioni in commissione dei nostri consiglieri Gabriele Bianchi e Giacomo Giannarelli».
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A supporto del proprio intervento i consiglieri regionali del M5S, sul sito web del gruppo, mettono a disposizione un link con le differenti tabelle del Programma Triennale delle Opere Pubbliche, quello presentato il 12 ottobre 2015 con la delibera 978 (che include gli interventi citati) e quello allegato alla PDD 80 approvata il 23 novembre dalla Giunta regionale. La delicata questione finisce nel mirino anche dell’ex consigliere regionale Jacopo Ferri e del consigliere comunale aullese di maggioranza Juri Gorlandi, entrambi di Forza Italia: «Il definanziamento di due opere fondamentali per Aulla dimostra come la Regione Toscana consideri la nostra provincia il fanalino di coda della Toscana. Chiederemo al consigliere regionale Stefano Mugnai - proseguono Ferri e Gorlandi - di intervenire per evitare che Aulla perda queste importanti opere. Il Pd degli annunci dimostra di essere distante anni luce dai cittadini e dalle loro esigenze: se il definanziamento dovesse essere confermato, Rossi e chi lo sostiene nella nostra Provincia dovrebbero venire a spiegarci perchè hanno permesso che questo accadesse».
Infine, a gettare acqua sul fuoco delle inevitabili polemiche è il sindaco Magnani, la quale sottolinea che «la Regione ha garantito che l’intervento di arginatura sarà terminato, visto che il secondo e il terzo lotto dei lavori sono presenti fin dal 2014 nel documento annuale della difesa del suolo, che è attualmente in discussione in sede di consiglio regionale. Si attende soltanto che vengano attivate le procedure di gara per l’assegnazione dei lavori per il secondo e il terzo lotto. Infatti, è con l’attivazione delle procedure di gara che gli interventi potranno essere inseriti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche».
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