Finanza
Mensa scolastica, ancora bufera su menù e prodotti
Nel mirino stavolta ci sono le uova che non sarebbero quelle previste dal capitolato. Interpellanza urgente delle consigliere Menchini e Gabrielli: "Il Comune faccia più controlli"
MASSA. Se vale la massima “siamo quello che mangiamo” è più che comprensibile che gli occhi di mamma e papà siano puntati sulle cucine scolastiche. Così il pasto tra i banchi è ancora sotto osservazione. Lo scorso anno a tener banco è stata la discussione sulla carne croata. A settembre il nuovo anno è stato inaugurato dalla polemica sull’utilizzo dell’acqua del rubinetto, in sostituzione della minerale. Adesso, lo sguardo si sposta da brocche e bicchieri a piatti e fornelli perché si torna a parlare - e non in termini entusiastici - di menù e prodotti alimentari. E nel mirino, questa volta, finiscono le uova, oggetto di un’interpellanza urgente a firma Carmen Menchini (assessore all’istruzione nella precedente giunta) e Gabriella Gabrielli.
Le due consigliere arancioni, dalle fila dell’opposizione, chiedono all’amministrazione di intensificare i controlli sulle mense perché - spiegano - più volte sono state riscontrate difformità tra i prodotti indicati in capitolato e quelli forniti. Insomma, nel frigorifero delle mense sarebbero finiti prodotti diversi da quelli che il Comune ha imposto al gestore. E in particolare - indicano nell’interpellanza le due consigliere - i bambini avrebbero mangiato uova di categoria A3, piuttosto che di categoria A1. Per dirla in soldoni, uova da allevamento in gabbia piuttosto che da allevamento a terra. E a conferma delle tesi, le consigliere allegano pure l’etichetta delle uova che il gestore del servizio ha fornito alle scuole.
Ma quella delle uova sarebbe solo una delle difformità riscontrate: «Abbiamo ricevuto segnalazioni documentate - spiegano Menchini e Gabrielli - da rappresentanti della commissione mensa che hanno rilevato nelle cucine scolastiche non conformità rispetto alle forniture alimentari previste dal capitolato di gara, ad esempio per quanto riguarda la fornitura di uova».
Ecco quindi che le consigliere chiedono all’amministrazione risposte immediate «trattandosi - aggiungono- dell’ennesima non conformità rilevata». Le Arancioni puntano anche l’attenzione sulla necessità di intensificare i controlli: «Chiediamo - si legge nell’interpellanza - quali siano i controlli in atto per tutelare i bambini e garantire la corrispondenza tra la qualità degli alimenti prevista dal capitolato e - precisano - pagata dagli utenti e la qualità del servizio effettivamente erogato». Insomma, se Palazzo civico si era impegnato a verifiche incrociate sul gestore, adesso le consigliere ne chiedono conto.
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Non solo, Menchini e Gabrielli sottolineano anche la necessità, sempre a garanzia della qualità, di incentivare «la riunione congiunta di tutti i rappresentanti della commissione mensa per consentire la nomina dei coordinatori della commissione».Insomma, contestazioni puntuali e la richiesta di controlli e di diffusione delle informazioni. Nel prossimo consiglio probabilmente la risposta ufficiale dell’amministrazione sul “caso uova” e sulla complessiva gestione del servizio mensa.
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