Gioco
Carrarese (per ora) salva grazie ad una donazione
Arriva in cassa la colletta degli imprenditori per pagare gli stipendi ai giocatori. Evitata la messa in mora. Il sindaco: «Attenzione, la crisi non è ancora risolta»
CARRARA. Gli imprenditori di Carrara tornano in aiuto della Carrarese. Un gruppo di imprenditori e commercianti cittadini sono pronti a donare alla Carrarese sotto liquidazione oltre centomila euro per scongiurare la messa in mora del club di piazza Vittorio Veneto. L'ammontare esatto della donazione sarà reso noto in giornata, ma la cosa più importante è che questa cifra, sommata ai contributi arrivati dalla Lega, permetterà al liquidatore Giorgi di pagare gli stipendi e annessi contributi della squadra entro il 15 dicembre ed evitare un autentico disastro per la Carrarese. Ricordiamo infatti che il mancato rispetto di queste scadenze comporta una penalizzazione e la totale perdita dei contributi.
Il tunnel della crisi è ancora lungo, ma se non altro questo atto evidenzia una classe imprenditoriale sensibile ai problemi della città. Una vittoria importante anche per il sindaco Angelo Zubbani grande regista di questa importantissima operazione. «La prima cosa era mettere il liquidatore nelle condizioni di far fronte alle prime doverose scadenze degli stipendi». Ha spiegato il primo cittadino. «Il liquidatore ha già inquadrato la situazione e si sta impegnando al massimo per prendere atto della situazione economico-finanziaria. Un altro dei suoi compiti era anche quello di reperire sponsorizzazioni e contributi per poter mandare avanti l'attività. Questa è una prima boccata d'ossigeno che ci consente di onorare degli impegni, non subire penalizzazioni e poi di guardarci intorno per vedere come affrontare i prossimi mesi».
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Con questo intervento la messa in mora è scongiurata. «Io penso così – continua il sindaco Zubbani. Questa mattina (13 dicembre ndc) avevamo fatto una ricognizione e le notizie che mi avevano dato erano queste. Domani (14 dicembre) entreranno queste risorse che, aggiunte a quelle che arriveranno anche dalla Lega, saranno sufficienti allo scopo. Non abbiamo risolto la crisi societaria , questo sia chiaro, ma quanto meno ci sono le condizioni per avere tempo e rassicurare la squadra». Il segnale che arriva è che ancora una volta la classe imprenditoriale di Carrara, quando è chiamata in causa, risponde sempre presente. «Non vorrei dare illusioni o promesse che non ci sono state e che io non ho dato. Diciamo che il primo scoglio era quello di superare questa scadenza. Ora da lì a dire alla città che la crisi è risolta ce ne corre. Uso sempre molta prudenza, perché è bene stare coi piedi per terra. La società, per arrivare in fondo al campionato e guardare oltre, ha bisogno anche di altro e su questo aspetto al momento non siamo in grado di dare rassicurazioni. Si lavorerà giorno per giorno. Questo è un primo passo: lo dico nell'interesse dei tifosi e della città. Una boccata d'ossigeno senza la quale difficilmente avremo potuto ragionare del futuro. Sia chiaro: queste non sono sottoscrizioni di azioni. Sono aiuti e sponsorizzazioni. Un segnale che la città apprezza, ma di lavoro da fare ce n'è ancora tanto».
A gennaio potrebbe essere organizzata anche l'asta dei marmi? «L'asta ci sarà senz'altro. Non c'è ancora una data stabilita, ma ci stiamo muovendo anche per quella». Lei è a conoscenza di cordate o gruppi esterni interessati alla Carrarese? «No. In queste settimane io ho tenuto contatti solamente con l'imprenditoria locale. Tutto quello che è circolato sul resto l'ho solo letto, ma non ho mai avuto contatti diretti», conclude il sindaco.
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