Il dolore
Ucciso dalle lastre, dinamica non chiara
Asl ancora al lavoro per ricostruire la tragedia all’Italmarble: per ora inspiegabile il movimento improvviso del granito
MASSA. Il rumore secco e sinistro delle lastre che si muovono, i colleghi che accorrono e trovano il compagno ormai senza vita. È la terribile sequenza dell’incidente avvenuto nel pomeriggio di venerdì nel piazzale della Italmarble Pocai, costato la vita a Stefano Mallegni, 52 anni, dipendente dell’azienda.
Ma perchè quel pacco di lastre di granito appoggiate sul cavalletto si siano spostate da un lato all’altro, uccidendo così l’operaio, è ancora tutto da stabilire. Da quanto hanno finora ricostruito tecnici del servizio di Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl, Mallegni stava spostando una delle lastre del “pacco” per poi imbragarla e issarla con la gru. Però l’intero pacco del lastre si è spostato da un lato all’altro, colpendo la vittima al collo e schiacciandola contro il blocco vicino. Cosa abbia provocato questo anomalo e micidiale movimento non è chiaro. Gli accertamenti dei tecnici Asl – che in questi casi svolgono un’indagine di polizia giudiziaria – sono mirati a verificare il corretto posizionamento dei pioli di sostegno delle lastre, di capire se l’operaio abbia compiuto operazioni tali da rendere instabile quel carico di granito. Un compito difficile, anche perchè la scena non ha avuto testimoni diretti: in quel momento nel piazzale c’era solo un’altra persona, esterna alla ditta, che tuttavia non avrebbe visto cosa stava accadendo.
«Una tragedia inspiegabile, Stefano non stava azionando il carroponte, la gru non c’entra niente. Stava muovendo una lastra... Abbiamo sentito un rumore, siamo corsi e abbiamo trovato una persona morta», dice con voce spezzata dall’emozione e dal dolore Rossana Mazza, collega di Mallegni. Tutto lo staff della Pocai si è stretto attorno alla famiglia della vittima e l’azienda sta collaborando con Asl, Ispettorato del lavoro, Inail per ricostruire la dinamica dell’incidente. «Non abbiamo alcuna certezza, le regole di sicurezza qui vengono sempre rispettate, non sappiamo come sia potuto accadere. Sappiamo solo che Stefano non c’è più», dice ancora Mazza.
La Italmarble Pocai che a Massa in via Martiri di Cefalonia ha il suo grande deposito e area di commercializzazione di marmi e graniti, è un’azienda con quarant’anni di esperienza, che ha realizzato prestigiose commesse in Italia e all’estero. Un’azienda seria, dicono dall’Asl, con il piazzale di movimentazione dei materiali ben tenuto da ogni punto di vista. Compreso quello della sicurezza.
La sostituto procuratore Alessandra Conforti attende la relazione dell’Asl per aprire un fascicolo sull’incidente. Intanto, ha disposto l’esame esterno della salma, che verrà eseguito stamani all’obitorio dal medico legale Maurizio Ratti. Ci saranno indagati, avvisi di garanzia? Presto per dirlo, ma in ogni caso di tratterà di atti di garanzia verso chi entrerà nell’inchiesta, fanno sapere dalla procura di Massa. Un atto dovuto, insomma.
Claudio Figaia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
