Italia
L’assessore Rutili: l’imposta è corretta ed è un atto dovuto
MASSA. «Se la pianificazione urbanistica di un Comune stabilisce che un determinato terreno è edificabile, è logico, anzi è un obbligo di legge che su di esso applichi l’imposizione fiscale...
MASSA. «Se la pianificazione urbanistica di un Comune stabilisce che un determinato terreno è edificabile, è logico, anzi è un obbligo di legge che su di esso applichi l’imposizione fiscale conseguente». Giovanni Rutili, assessore al Bilancio, spiega così quello che per molti massesi è un pasticcio o, addirittura, un “furto legalizzato” ai danni dei cittadini. Quando terreno è “oggettivamente” edificabile, è il ragionamento dell’assessore, chi lo possiede paga l’Imu con l’aliquota stablita per questa tipologia di immobile. E il caso specifico di chi è proprietario di un lotto di ampiezza insufficiente per avere singolarmente il permesso a edificare non è ragione sufficiente per non essere assoggettato al tributo. «Ci sono sentenze della Cassazione a favore di questa interpretazione che fanon diritto – dice ancora Rutili – . Del resto se non facessimo pagare l’Imu su un terreno oggettivamente edificabile, saremmo chiamati a rispondere di un danno erariale, per non avere imposto una tassa dovuta e fatto mancare intoriti alla collettività».
Quanto alla questione della pericolosità idraulica che vieta ogni costruzione anche in terreni classificati come edificabili, Rutili spiega: «Il Pime (pericolosità idraulica molto elevata”) è un vincolo che agisce ex lege e interviene su tutti i terreni. Solo quando il Regolamento urbanistico recepisce che in quella determinata zona esiste un rischio idraulico, i terreni saranno riclassificati come non edificabili».
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