Il dolore
Discariche private? «Un abbaglio dei 5 Stelle»
Palazzo civico replica ai grillini sulla proliferazione dei siti per rifiuti: allarme infondato, il Regolamento urbanistico non prevede altri impianti
MASSA. «Totalmente priva di fondamento l’affermazione del Movimento 5 Stelle, secondo cui con il Regolamento Urbanistico si dà il via libera a discariche private». Risponde così l’amministrazione comunale alle accuse del Movimento 5 Stelle di Massa lanciate durante la presentazione delle loro 32 osservazioni al Regolamentoi urbanistico. Secondo i 5 Stelle ci sarebbero decine di aree nelle carte del Ru che, non essendo classificate specificatamente, potrebbero essere adibite a discarica.
Ma il Comune smentisce citando norme e regole che rendono impossibile l’asserita “libertà di discarica” temuta dai grillini. «Lo strumento di pianificazione per l’individuazione dei siti per discariche – spiega palazzo civico – è il “Piano regionale gestione rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, che il consiglio regionale ha approvato con propria deliberazione n. 94 del 18 novembre 2014. Nell’allegato di Piano numero 4, articolo 9, comma 1, al paragrafo 2 sono definiti i criteri di localizzazione di nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti». Inoltre, continua l’amministrazione, oltre all’esistenza di questi criteri regionali, esiste un complesso iter autorizzativo, sancito dal Decreto legislativo n.152 del 2006, in base al quale il soggetto che intende realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o di recupero dei rifiuti deve presentare apposita domanda alla Regione Toscana attraverso il Suap competente per territorio, «allegando il progetto definitivo dell'impianto e la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto stesso dalle disposizioni vigenti in materia di urbanistica, di tutela ambientale, di salute e di sicurezza sul lavoro e di igiene pubblica. Se l'impianto è soggetto alla valutazione di impatto ambientale, alla domanda è allegata la comunicazione del progetto all'autorità competente a tale valutazione».
È dunque davvero impossibile contrattacca l’amministrazione «quanto dichiarato dal Movimento Cinque Stelle, visto che si tratta di una materia dettagliatamente regolata da una pianificazione regionale e che passa al vaglio degli Enti locali». Nello specifico del Regolamento urbanistico, l’amministrazione chiarisce anche che sono indicate solo le discariche esistenti e non ci sono discariche di progetto. Inoltre «il Regolamento urbanistico, grazie a un emendamento presentato in consiglio e accolto alla unanimità, si preoccupa di garantire (Art. 152, comma 3) opportune verifiche sullo stato di qualità ambientale dei suoli e delle falde prima di autorizzare qualsiasi tipo di intervento da effettuare sugli edifici eventualmente esistenti. Occorre aggiungere, infine, per onore di verità, che i siti in cui sono collocati servizi tecnologici sono una quindicina e si tratta in larghissima prevalenza di infrastrutture pubbliche già esistenti (acquedotti, depuratori e reti)».
Dunque «è priva di fondamento anche la dichiarazione, fatta sempre dal Movimento Cinque Stelle, secondo cui sarebbero “centinaia” i siti dedicati ai “servizi tecnologici”». (mda)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
